Appalto unico per la SS 275, Gabellone scrive all'Anas

Nella lettera, indirizzata anche a Fitto, Mantovano e alla Giunta regionale, il presidente della Provincia chiede di rivedere il bando in modo da consentire il coinvolgimento del settore edile locale

Come preannunciato nei giorni scorsi durante la conferenza stampa convocata a palazzo Adorno dalla Consulta delle costruzioni, il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha scritto ai vertici dell’Anas in merito alla vicenda relativa all’appalto unico per il raddoppio della strada statale 275. La missiva è indirizzata al Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, ai rappresentanti salentini nel Governo nazionale Raffaele Fitto e Alfredo Mantovano, ai massimi rappresentanti della Giunta Regionale, a tutti i consiglieri regionali pugliesi, ai rappresentanti salentini dell’ANCE, alle organizzazioni sindacali di categoria e a tutte le sigle sindacali provinciali. “Con il via libera alla gara per l’appalto integrato relativo all’ammodernamento della Maglie – Santa Maria di Leuca”, esordisce Gabellone nel suo testo, “il territorio salentino potrà fruire finalmente di un importante asse viario, di rilevante valenza strategica la cui realizzazione attendevano da tempo tutte le comunità interessate, notevolmente penalizzate dalla sua attuale configurazione. L’allargamento ed il miglioramento della sicurezza di tale infrastruttura, che consentirà di collegare il Sud Salento alla direttrice Bari – Brindisi – Lecce – Maglie, garantirà al territorio salentino un salto in avanti rispetto alla sua attuale dotazione e potrà innescare un immediato e tangibile volano di sviluppo locale”. “Tuttavia – prosegue – la scelta di deliberare l’appalto unico per l’intero importo disponibile non risulta essere quella più adeguata alle aspettative di un sistema imprenditoriale già mortificato da una crisi strisciante e i cui auspici per una possibile ripresa erano legati alla possibile suddivisione dell’appalto in più lotti, in modo da consentire la partecipazione di più imprese organizzate in vari raggruppamenti imprenditoriali. L’attuale bando di gara, invece, così come pubblicato non consentirà certamente il diretto coinvolgimento del settore edile locale, caratterizzato da imprese con un dimensionamento ed una capacità finanziaria tali da non poter mai partecipare al bando di gara in oggetto e, pertanto, attribuendo di fatto un limitato ruolo nella fase di definizione dei subappalti, sulle cui procedure, di sovente, si ripercuote negativamente il meccanismo del ribasso”. “E proprio tale ruolo – sottolinea Gabellone – l’unico che potrebbe essere assegnato alle imprese locali in considerazione delle prescrizioni contenute dal bando, non consentirà di innescare quel possibile processo virtuoso per la ripresa dell’economia territoriale, così comportando rilevanti difficoltà verso cui andrebbero incontro le imprese nella realizzazione dei lavori in subappalto, in relazione all’equilibrato rapporto tra finanziamento di risorse ed efficacia di risultato. La possibile suddivisione in lotti funzionali ed il successivo affidamento dell’appalto in oggetto a più raggruppamenti di imprese”, conclude Gabellone auspicando questo percorso, “potrà essere valutato da codesta società in relazione alla notevole complessità derivante dalla realizzazione dell’opera, da cui potrà certamente scaturire un incremento di funzionalità, considerato che l’esecuzione in più lotti potrà essere realizzata contestualmente e direttamente dai soggetti aggiudicatari, a beneficio di un efficace risultato e di un maggiore controllo a tutela della sicurezza dei lavoratori. Ciò considerato, chiedo a codesta società di poter riconsiderare la procedura avviata, tenuto conto delle istanze provenienti dal territorio salentino, potendo conciliare la rivisitazione del bando con le norme poste a garanzia della concorrenza”.

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