Alex Zanotelli al convegno Agesci

Il padre comboniano al convegno dei Capi Agesci della zona Lecce Ionica. Durissime le sue critiche contro il decreto Ronchi sulla privatizzazione dell’acqua

di Mauro Longo Si è svolto sabato presso il Palazzo Marchesale a Galatone “Protagonisti… per educare alla speranza”, convegno Capi Agesci della Zona Lecce Ionica. Ospite della serata Alex Zanotelli, padre comboniano protagonista di tante battaglie sociali e che ha speso l’intera sua esistenza al servizio dei poveri prima in Sudan, poi in Kenia e da qualche anno nel rione Sanità a Napoli. A spiegarci il motivo per cui si è giunti ad iniziare questo nuovo cammino con la figura di padre Alex, è chiaramente espresso dalle parole della responsabile di zona, Paola Mola: “Ci ha fatto giungere a padre Alex un percorso che abbiamo vissuto in zona in questi ultimi anni. Un percorso che ha voluto vedere gli Scout sempre più protagonisti del territorio, facendo vivere lo scoutismo in maniera sempre più pregnante, uscendo dalle sedi e facendo venir fuori l’emblema stesso che è il servizio per la comunità. In tutto questo ben si incastona la figura di padre Alex Zanotelli che da sempre spende la sua esistenza per il sociale”. Il convegno ha riunito sotto uno stesso tetto i capi Scout giunti da tutto il Salento, una speranza “di non vivere più lo scoutismo solo nelle nostre tende o nelle nostre sedi ma vivere uno scautismo attivo per formare ragazzi come nuovi cittadini del domani” come ha affermato Tiziano Resta, altro responsabile di zona. “Il mio cammino è stato sempre a fianco delle vittime del sistema e la mia vita ha obbedito a loro, al grido dei poveri – ha affermato Zanotelli -. E’ importante oggi aiutare gli Scout, la cui spiritualità li porta molto vicino alla natura, a capire che loro in questo momento devono impegnarsi a salvare l’altra vittima dello sviluppo che è il creato. Oggi è il pianeta stesso che è minacciato e che grida aiuto”. Alla domanda sulla sua ultima battaglia che lo vede in prima fila contro il decreto Ronchi che prevede fra l’altro la privatizzazione dell’acqua, il padre comboniano ha espresso dure critiche contro il provvedimento, “che sento – ha detto – come criminale. La pagheranno pesantemente le classi deboli della società, che subiranno aumenti vertiginosi, ma la pagheranno anche i poveri del Sud del mondo. L’acqua è un diritto fondamentale e deve essere gestito dalle comunità locali con totale capitale pubblico al minor costo possibile”.

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