Al Lecce il derby giallorosso

Gli uomini di De Canio si aggiudicano il primo derby del Salento. Un derby davvero particolare, vissuto all’insegna di una lodevole sportività

di Andrea Morrone Nuvole basse e scure sul “Via del Mare”, cariche di pioggia e cattivi presagi, almeno per il Gallipoli, i cui sogni di vittoria si infrangono al cospetto di un Lecce che travolge la formazione jonica con un perentorio “tre a zero”. A far festa è dunque solo la formazione allenata da De Canio, che si aggiudica il primo derby del Salento. Un derby davvero particolare, vissuto all’insegna di una lodevole sportività e condito, nel pre-partita, dal buon vino e dalla pizzica. Protagonista in negativo della giornata il mal tempo, che tiene lontano dagli spalti il pubblico delle grandi occasioni. La squadra del gallo regge solo un tempo al cospetto della compagine leccese, che nella ripresa dilaga sfruttando al meglio i troppi spazi concessi dai padroni, si fa per dire, di casa. Il primo tempo scorre via piuttosto soporifero, solo nel finale i due attacchi provano ad impensierire i portieri avversari. Dagli spogliatoi si ripresenta in campo un Lecce più agguerrito e motivato, che dopo soli due minuti trova la via del gol. A siglare il vantaggio è Daniele Corvia: l’attaccante romano è pronto e puntuale a trasformare, con un perfetto colpo di testa, la discesa sull’out di sinistra di Giuliatto. Incassato lo svantaggio a freddo, il Gallipoli si disunisce e perde lucidità, scoprendo il fianco alle controffensive degli ospiti. Giannini tenta il tutto per tutto inserendo Ginestra per Mancini. L’inerzia della gara però non cambia, è spesso il Lecce a rendersi pericoloso, sprecando numerose palle gol. Il raddoppio arriva a dieci minuti dal fischio finale, grazie al giovane attaccante Marilungo. Una manciata di minuti dopo il talento di scuola sampdoriana sigla la personale doppietta. Nel mezzo il rigore fallito da Baclet, con il portiere argentino Garavano abile a respingere il tiro dagli undici metri e ad evitare (con alcuni buoni interventi) un passivo più pesante ai suoi. Martedì le due squadre salentine saranno di nuovo in campo nei recuperi della nona giornata. Il Lecce affronterà tra le mura amiche la Reggina del neo allenatore Iaconi. L’eventuale successo regalerebbe agli uomini di De Canio il secondo posto in classifica con Torino e Cesena, ad una sola lunghezza dalla capolista Frosinone. Il Gallipoli invece proverà a dimenticare le delusioni del derby nella difficile trasferta di Brescia. La vigilia del Derby giallorosso Derby è una parola speciale nell’immaginario di ogni tifoso, cinque lettere che raccontano novanta minuti di sogni e speranze, gioia o delusione, rabbia e amore. Il derby è spesso una partita difficile da dimenticare, qualcosa di cui continuare a parlare a lungo, arricchendo nel tempo i ricordi di particolari e sensazioni nuove. Perché, come ha scritto Osvaldo Soriano, superbo cantore del fùtbol: “La memoria ingigantisce ogni cosa”. Poco importa se quella tra Gallipoli e Lecce sia una prima assoluta, oggi va in scena il gran derby del Salento. Il calcio, un po’ come la vita, è capace di disegnare destini fatti di geometrie impensabili, e di far convergere in una gara le storie di due città e di una intera regione. Quella di oggi sarà certamente una sfida particolare, un derby inedito e pieno di componenti insolite. Il Lecce, vista la non idoneità dello stadio “Antonio Bianco” di Gallipoli, si ritroverà a giocare in trasferta in casa propria: al “Via del Mare”. Un rammarico per i tifosi jonici, costretti ad emigrare dal loro impianto, da sempre accarezzato da un vento profumato di mare. Sicuramente sugli spalti sarà un tripudio di colori giallorossi, i colori sociali che uniscono le due società e le due tifoserie, legate da una buona amicizia e dall’amore per la loro regione. Sarà una prima volta anche per i due allenatori, che incroceranno le loro strade proprio in occasione della stracittadina. Da una parte Giannini, uno che di derby ne ha giocati tanti con la maglia della Roma, e che nel Salento (sponda Lecce) ha concluso una carriera che probabilmente non ha premiato fino in fondo la sua classe. A Gallipoli il “principe” sta costruendo la sua carriera da allenatore, imponendosi all’attenzione degli addetti ai lavori come uno dei tecnici più interessanti dell’ultima generazione. Dall’altre parte un veterano come Gigi De Canio, da vent’anni allenatore girovago del mondo del pallone. Il tecnico materano, dopo l’esperienza agrodolce in Inghilterra e l’amara retrocessione della scorsa stagione, ha deciso di sposare il progetto Lecce, quattro anni di contratto con l’obiettivo di costruire un gruppo capace di puntare in alto. Ad accendere la sfida ci pensano poi i due capitani: Francesco Di Gennaro e Guillermo Giacomazzi. L’attaccante partenopeo, al rientro dopo aver saltato la trasferta di Trieste per infortunio, prova a rilanciare le ambizioni dei suoi e ad allontanare la preoccupazione per un digiuno del gol che dura ormai da ben 395 minuti: “Fisicamente sto bene, mi sono allenato al meglio e sono sicuro che l’importanza di questa gara ci aiuterà a sbloccarci”. Il centrocampista uruguagio, veterano e capitano di lungo corso del club di via Templari, si appresta a guidare i suoi con la grinta di uno abituato a giocare sfide importanti: “Il derby deve essere per noi uno stimolo a continuare a fare bene. Sappiamo che i nostri tifosi sentono questa gara e non possiamo deluderli”. La parola al campo dunque, e a quella che tutti si augurano sia una grande festa di sport: all’ombra del Salento. Il derby del Salento per il Gallipoli comincia sotto i migliori auspici. Ieri, infatti, la Corte di giustizia federale ha accolto il ricorso presentato dalla società jonica, anando la penalizzazione di un punto inflittagli dalla Commissione disciplinare della Figc lo scorso 23 settembre. La squadra salentina sale così a nove punti in classifica, al pari di Reggina e Piacenza.

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