Omicidio Padovano: il mandante è il fratello

L’omicidio di Salvatore Padovano avvenuto a Gallipoli il 6 settembre 2008 è a una svolta: tre le ordinanze di custodia cautelare

di Andrea Morrone Clamorosa svolta nelle indagini sull’omicidio di Salvatore Padovano, alias “Nino Bomba”, avvenuto a Gallipoli la mattina del 6 settembre 2008. Questa mattina gli agenti della Questura di Lecce e i Carabinieri del Ros hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda del capoluogo salentino, nei confronti del presunto mandante dell’omicidio, suo fratello Pompeo Rosario di 38 anni, e di altri due uomini: Fabio Della Ducata, 44enne di Gallipoli, e Giorgio Pianoforte, 46enne sempre di Gallipoli, cugino della vittima. La svolta nelle indagini è partita dalle dichiarazioni del presunto sicario, un killer di origine siciliana ma residente nel nord Italia, oggi collaboratore di giustizia. Per gli inquirenti l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito della criminalità organizzata pugliese, ed in particolare nella lotta per l’egemonia sul territorio e sulle attività illecite all’interno del clan. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, legate alla cosiddetta operazione “Galatea”, Rosario Padovano aspirava a subentrare ai vertici dell’omonimo sodalizio criminale al posto del fratello Salvatore, storico boss della Sacra Corona Unita. Dopo una lunga pena detentiva, “Nino Bomba” aveva apparentemente abbandonato la carriera criminale per dedicarsi ad una sua vecchia passione: la scrittura. Durante i lunghi anni di detenzione (20, di cui molti in regime di 41 bis), Salvatore Padovano aveva composto il romanzo “Da Ciano all’11 settembre”, presentato alla stampa nella primavera del 2008. Per gli arrestati l’accusa è di omicidio con l’aggravante delle modalità e delle finalità mafiose.

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