Vertice Adelchi a Bari. Lavoratori insoddisfatti

L’azienda ha espresso la volontà di continuare ad investire nel Salento ma è rimasta irremovibile sull’accordo già proposto: il rientro immediato di dieci operai e di altri 30 entro fine novembre

di Annalisa Nesca Un incontro poco favorevole per i lavoratori Adelchi quello che si è tenuto ieri a Bari, nel quale si è discusso delle prospettive future dell’azienda. Il vertice, chiesto dalle sigle sindacali autonome Cisal e Filtac Conf Lavoratori per migliorare l’accordo raggiunto nel precedente incontro del 7 ottobre, non ha apportato novità alla vertenza Adelchi a parte l’espressa volontà da parte del gruppo calzaturiero di continuare l’attività nel Salento investendo in un piano industriale, ancora da mettere in tavola, che presumibilmente conterrà anche un progetto di riconversione di una parte dell’azienda. Per i lavoratori non c’è stato però alcun cambiamento sostanziale. Confermato dunque l’accordo che prevedeva il rientro immediato di dieci unità lavorative e di 30 entro la fine di novembre per mettere in moto una manovia e ripristinare la produzione nel calzaturificio di Tricase. Restano da definire i dettagli: rotazione e turnazione che verranno discussi in un nuovo vertice convocato per lunedì tra sigle sindacali e azienda. Dell’esito dell’incontro barese si sono dichiarati soddisfatti i rappresentanti delle sigle sindacali confederali, i quali per voce di Salvatore Giannetto, segretario generale della Uilta Uil hanno espresso un giudizio positivo. “Si tratta di una vertenza molto complessa e delicata – ha dichiarato Giannetto – e il nostro obiettivo sin dall’inizio è stato quello di salvaguardare tutti i 600 posti di lavoro. La conferma dell’accordo del 7 ottobre ci fa pensare che è l’unica strada da percorrere e ora è giunto il momento di concretizzarla. Di fronte al a già aver ottenuto il rientro di una parte dei lavoratori è qualcosa di buono. Solo con l’azienda in attività si potranno pensare le prospettive future”. E soddisfazione è giunta anche da Loredana Capone, vicepresidente della Regione: “Abbiamo fatto un passo importante per far ritornare nel ciclo produttivo tutti i lavoratori, anche tramite l’analisi delle proposte e delle prospettive in altri settori diversi dal Tac. I seicento lavoratori Adelchi non possono rimanere in mezzo alla strada. Il percorso avrà i suoi frutti solo se ci sarà un vincolo per il numero di lavoratori previsti dall’accordo di programma”. Di parere nettamente opposto le sigle autonome Cisal e Filtac Conf Lavoratori in cui rappresentanti Salvatore Vincenti e Tommaso Nuccio si sono dichiarati letteralmente scioccati. “Abbiamo trattato con i confederali – ha dichiarato Nuccio – e non con l’azienda. Sembra difendessero le posizioni di Adelchi invece di quelle dei lavoratori. Hanno sostenuto il vecchio accordo senza darci possibilità alcuna di migliorarlo anche in termini di dettaglio. Sono rammaricato e insoddisfatto di come è stata condotta la trattativa”. E ancora Salvatore Vincenti: “Abbiamo assistito ad un atto servile dei confederali verso l’azienda riscontrando connivenza anche da parte delle istituzioni. Hanno impedito che ogni sforzo messo in campo da noi sortisse risultati. È giunta l’ora di chiedere giustizia per i lavoratori”. I lavoratori intanto meditano sulla possibilità di continuare con la protesta in corso.

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