L’arte vista da un musicista

Intervista a Giordano Pariti, flautista dell’Orchestra “Ico” Tito Schipa. Ed anche artista. In mostra alla galleria “Rivaartecontemporanea” di Lecce

di Daria Ricci “Guardare nel profondo delle cose”, abbracciare l’arte con lo sguardo del musicista. Le note lo accompagnano a creare. Giordano Pariti, flautista dell’Orchestra “Ico” Tito Schipa di Lecce, è anche artista. Una sua mostra è in corso alla Galleria “Rivaartecontemporanea” di Lecce. Che cosa significa per te l'arte? “E’ una delle tante possibilità per riflettere e vivere il proprio tempo; per me è assolutamente una necessità, un vizio del pensiero che elabora e crea la mia personale visione del mondo”. C’è un legame tra arte e musica? “E’ il filo che lega un suono ad una visione, un colore ad una melodia, la dimensione astratta e concettuale della musica è molto presente nell’arte dei nostri giorni”. Quando nasce la tua passione per l'arte e quando quella per la musica? “Potrei dire che sono nate insieme, soltanto che la musica è diventata subito studio (con l’ingresso al conservatorio all’età di undici anni) mentre l’arte è rimasta una passione che ho coltivato in parallelo ma senza istruzione accademica”. Arte e musica si possono dunque coniugare. “Certamente. Non penso che l’arte sia una disciplina a compartimenti stagni; si sceglie il medium che ti rappresenta di più e con cui ti esprimi meglio ma le interconnessioni sono assolutamente possibili e direi necessarie”. Dopo l'esperienza dell’installazione al Politeama hai altri progetti artistici in mente? “Progettualmente sono sempre in attività; penso, scrivo, fotografo e attendo l’occasione giusta per realizzare i miei progetti”. Come si possono avvicinare i giovani alla musica visto che all'arte forse sono più sensibili? “Facendoli partecipare ai concerti dal vivo; attraverso l’esperienza con l’orchestra ho notato che l’interesse dei ragazzi verso la musica nasce anche dalla curiosità verso un determinato strumento. Il coinvolgimento personale (anche semplicemente un concerto al teatro) è fondamentale per un approccio più autentico con la musica”.

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