Globalizzazione in “Caritas in Veritate”

GUARDA IL VIDEO.Caritas in Veritate” analizzata il 2 ottobre a Casarano dagli studiosi di etica ed economia. È l’uomo il primo capitale da salvaguardare

Nel convegno “Etica e impegno nella Caritas in Veritate di Benedetto XVI” tenutosi ieri 2 ottobre presso il liceo classico “Dante Alighieri” di Casarano, in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Casarano, i relatori hanno analizzato l’ultima enciclica papale, e discusso sugli interventi del Santo Padre in merito a questioni di ambito non solo religioso, ma anche sociale, politico ed economico, con particolare riferimento alla situazione attuale. Dopo una breve introduzione ad opera di Lorenzo Ferrari, preside dell’istituto ospitante, si sono susseguiti gli interventi di Antonio Costa, docente di Economia Aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università del Salento, Fabio D’Astore, docente presso la facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, Riccardo Milano, coordinatore delle attività culturali della Banca Etica e Don Roberto De Fanti, coordinatore Vaticano per le aree sottosviluppate. Benedetto XVI, nella sua Enciclica, presta molta attenzione ai temi della “carità” e della “verità”, la prima intesa come via maestra della dottrina sociale della Chiesa; la seconda intesa come una grande sfida per la Chiesa, in un mondo in continua globalizzazione. In “Caritas in Veritate”, definita dagli oratori come l’Enciclica dell’era della globalizzazione, emerge la necessità che nel mercato si aprano spazi per attività economiche realizzate da soggetti che liberamente scelgono di informare il proprio agire ad orientamenti diversi da quelli del puro profitto, senza rinunciare alla produzione di valore per la propria realtà aziendale. Il Sommo Pontefice, infatti, è della convinzione che la gestione aziendale debba tener conto non solo degli interessi dei proprietari della stessa, bensì debba farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti ad essa legate, quali i lavoratori, i clienti, i fornitori e tutta la comunità di riferimento. «È necessario, in altri termini, che non sia il solo motivo speculativo ad ispirare l’impiego delle risorse finanziare – ha sentenziato Antonio Costa –. Deve essere un’ottica aziendale lungimirante e volta anche alla sostenibilità nel lungo periodo quella che deve guidare l’uomo».

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