Liste d’attesa, ma non per tutti

Luigi Zacheo, sindaco di Spongano, ha scritto a Tommaso Fiore e Guido Scoditti per illustrare la cattiva pratica in voga all’ospedale di Poggiardo

La salute è ancora un diritto? A chiederselo è Luigi Zacheo, sindaco di Spongano, che con una lettera indirizzata a Tommaso Fiore, assessore regionale alle Politiche della Salute, e a Guido Scoditti, direttore generale dell'Asl Lecce racconta un caso-choc accaduto presso l’ospedale di Poggiardo: “Aspettare sette mesi per fare una mammografia, presentarsi il 6 di agosto per eseguirla e sentirsi dire: ‘Mi dispiace, l’apparecchio non funziona… non possiamo eseguirla… la chiameremo quando lo strumento sarà riparato’, assicurando che sarebbero state rispettate le priorità delle prenotazioni. Stranamente – scrive Zacheo – anche con l’apparecchio guasto continuano ad essere eseguiti gli esami mammografici, ma solo a persone privilegiate… ancora più strano che oggi 18 settembre nessuna chiamata ha ricevuto chi quel giorno è stato rimandata a casa con la scusa dell’apparecchio non funzionante… e intanto loro continuano ad eseguire prestazioni a cittadini fuori dalle liste delle prenotazioni, hanno il potere di decidere chi e quando può godere del diritto legittimo di curarsi o di fare prevenzione. Il teatro di tutto questo è l’ospedale di Poggiardo (ma non solo), dove l’attore principale, un semplice tecnico radiologo, ha il potere assoluto di determinare la lista dei beneficiari delle strutture e attrezzature sanitarie pubbliche. Chi controlla tutto questo? Nessuno è preposto a difendere i cittadini davanti a tali abusi? E la trasparenza dov’è? Connivenza o incapacità di chi deve controllare? Allora intervenga il direttore generale, acquisisca i registri delle prenotazioni unitamente a quelli delle prestazioni effettuate giornalmente e si noteranno subito determinati privilegi di natura ‘geografica’ (compaesani degli operatori spesso anche senza ricetta medica). Dobbiamo dire basta a queste piccole fonti di potere discrezionale lasciate in mano a personale irresponsabile e fazioso. Intervenga l’assessore regionale alla Sanità e faccia mettere fine a questi metodi squallidi e personalistici di gestire la cosa pubblica. La mia non vuole essere un’azione personale, ma rappresenta invece le lamentele di numerosi cittadini che assistono da anni a questi spettacoli indecenti”.

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