Sexy gate. “Noi non c'entriamo”

Sandro Frisullo ed Enzo Russo, due degli ex assessori della Giunta Vendola, rompono il silenzio e dichiarano la propria estraneità allo scandalo a luci rosse che ha travolto la Regione nelle ultime ore

“Non intendo partecipare al gioco dei distinguo, delle smentite e delle precisazioni, utili solo a favorire l’ulteriore diffusione del mio nome, dando fiato al venticello della calunnia e della diffamazione generalizzata. Ribadisco tuttavia di non aver mai commesso alcun reato, alcun illecito ed alcuna scorrettezza nel corso ed in occasione della mia attività istituzionale e che da ora in poi querelerò chiunque continuerà ad attribuirmi comportamenti che non ho mai posto in essere e che non appartengono alla mia storia ed alla mia esperienza politica”. Con queste parole Sandro Frisullo, ex vicepresidente ed assessore della Regione Puglia (Pd) ha commentato i fatti che hanno travolto nuovamente nello scandalo Via Capruzzi. Da intercettazioni telefoniche esaminate dalla Procura di Bari nel corso di una precedente inchiesta sugli appalti nel settore della sanità, nelle scorse ore è infatti emerso altro materiale scottante: la richiesta di prestazioni sessuali ad una giovane avvocatessa in cambio di incarichi di consulenza a più zeri (si è parlato di almeno 50mila euro) in Regione. Nell’affaire sarebbero coinvolti due dei cinque ex assessori estromessi nelle scorse settimane dalla Giunta da parte del presidente Nichi Vendola. Due, dunque, tra Marco Barbieri, Massimo Ostillio, Domenico Lomelo, Sandro Frisullo ed Enzo Russo. Anche quest’ultimo è intervenuto a commento dell’accaduto con dichiarazioni simili a quelle del collega di partito. “La diffusione della notizia circa un possibile coinvolgimento di due ex assessori della Giunta Vendola in una nuova indagine della Procura di Bari sta creando sospetti sulla moralità e correttezza della mia persona – ha dichiarato -. Nel ribadire la completa estraneità del sottoscritto ai fatti in questione, non mancherò di valutare con i miei legali le azioni da intraprendere a tutela della mia persona e della mia dignità”. Intanto si fanno più precise le informazioni circa i contenuti degli sms tra uno dei due assessori e la 28enne: pare avessero tono affettuoso, quasi da innamorati. Ma al vaglio degli inquirenti non ci sono solo i messaggi telefonici, bensì anche le circa 50 telefonate partite da cellulari di servizio a disposizione dei politici, i viaggi in auto blu per raggiungere uno dei nove appartamenti baresi messi a disposizione dall’imprenditore Giampiero Tarantini per gli incontri. Nel sexy gate pugliese, inoltre, non sarebbe coinvolta solo l’avvocatessa salentina ma anche altre donne, tra cui mamme disoccupate alla disperata ricerca di lavoro. Articoli correlati: Sesso in cambio di incarichi

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