Casarano. U re non si tocca

Una lettera al sindaco per dire “No” all’abbattimento del maestoso olivo patriarcale, da parte di Sergio Guidi, il Presidente dell'associazione Patriarchi della Natura in Italia

Egr. Sig. Sindaco, le scrivo in qualità di Presidente dell’Associazione Patriarchi della Natura in Italia, con sede in Forlì; sodalizio che si occupa di censire e tutelare gli alberi monumentali, considerati elemento irrinunciabile e prezioso del paesaggio, dell’ambiente e della cultura del nostro paese. Il 29 e 30 giugno scorsi, con alcuni miei collaboratori, ho visitato il Salento, accompagnato da un nostro referente del luogo, Oreste Caroppo, presidente del movimento per “La Rinascita del Salento”, che ci ha fatto da guida alla scoperta dei tanti monumenti della natura che questo territorio ancora conserva: olivi millenari di rara bellezza, querce rare e imponenti, carrubi contorti e altre specie. Ci siamo quindi recati anche a Casarano, lungo la via per Taviano, in contrada Mendule, nei pressi della Vora e della padula costituita dai bacini di spandimento delle acque del depuratore, dove è stato possibile ammirare molti olivi secolari, fra i quali una splendida pianta, il cui tronco misura ben 9,7 metri di circonferenza, riconosciuta, nella letteratura in materia, come uno degli olivi più grandi e antichi della Puglia; dai locali pare sia chiamato, per la sua magnificenza, ulivo “U Re”. Abbiamo però notato che nelle immediate vicinanze è stato aperto un cantiere per la costruzione di una strada, la circonvallazione ovest di Casarano, che, una volta terminata, porterà, ci hanno detto dei casaranesi del luogo, alla distruzione di diversi olivi plurisecolari, compreso, temiamo, anche quello sopra citato. Da quanto ci è dato capire, sempre da informazioni chieste in loco, nella progettazione della strada, non si è tenuto conto della presenza di questi grandi patriarchi vegetali e del loro valore estetico e naturalistico. I vecchi oliveti sono parte integrante del paesaggio pugliese e in particolare di quello salentino, al punto che gli stessi strumenti legislativi nazionali e regionali si sono indirizzati nella tutela di questo patrimonio, anche al fine di contrastare l’estirpazione di piante che poi sovente finiscono a morire nei giardini delle ville del nord Italia. Abbattere queste bellissime piante, ancorché sussistano legittime motivazioni che richiedano l’adeguamento infrastrutturale di quel territorio, equivale a demolire un castello, una chiesa o un opera d’arte. Un inutile scempio della natura che, probabilmente, con una progettazione più attenta e adeguata, può essere evitato. La scrivente Associazione le chiede pertanto di intervenire, quale primo cittadino del comune di Casarano, affinché sia scongiurato l’abbattimento degli alberi in oggetto. La salvaguardia di quel patrimonio naturale è un atto dovuto nei confronti della collettività e del suo stesso Comune e dimostrerebbe un profondo senso civico della Amministrazione comunale. Restando in attesa di una Sua risposta in merito, distinti saluti. Sergio Guidi, Presidente dell'associazione Patriarchi della Natura in Italia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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