Lecce. La multa con l'inganno

Francesco D’Agata e Giovanni D’Agata chiedono l’anamento in autotutela

Vendere bibite in lattina dopo le ore 23 a Lecce è proibito, lo sanno da tempo i commercianti leccesi così come sanno da tempo che le multe sono salatissime per i trasgressori e fin qui tutto regolare. Ciò che colpisce e che lascia allibiti è il nuovo escamotage architettato dai solerti operatori di P.M. addetti all’accertamento delle violazioni “annonarie”, riferitoci da alcuni commercianti leccesi: un agente in borghese entra nel locale commerciale fingendosi assetato ed esausto qualche minuto dopo le 23, richiedendo con estrema gentilezza una bevanda, esce immediatamente dal negozio e pochi minuti dopo eccoti entrare i colleghi anch’essi in borghese che ti servono la contestazione con tanto di sanzione amministrativa da € 309,88. Ciò che contestano i commercianti che ci hanno riferito tali circostanze è infatti il metodo per non dire l’inganno, sicuramente censurabile con il quale gli “zelanti” agenti di P.M. provvedono all’accertamento di tale tipo di sanzioni amministrative stratagemma certamente non in linea con i doveri di correttezza, trasparenza e “buon andamento” dell’agire amministrativo costituzionalmente garantiti. Per queste ragioni sembra inevitabile per Francesco D’Agata in qualità di responsabile provinciale di IDV e Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, chiedere un immediato ripensamento da parte del Comando di Polizia Municipale ed un intervento diretto volto all’anamento in autotutela delle sanzioni fin qui accertate con tale metodologia che se non illegittima non può non apparire poco ortodossa.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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