Otranto. Come nell'Ottocento

Tratto da “L'ora di tutti”, di Maria Corti, il musical “Ottocento” ha come regista Fredy Franzutti e supervisore artistico Franco Battiato. Le musiche sono di Francesco Libetta e Angelo Privitera

di Daria Ricci Oggi la prima nazionale, con replica l'8 e il 9 agosto. “Ottocento” è un lavoro coreografico, musicale che, come ha sottolineato il maestro Franco Battiato, “indubbiamente piacerà. Un buon lavoro”. Un lavoro di cui Battiato è il supervisore artistico. Un’“Opera popolare sui martiri d'Otranto”. Tratto dal libro di Maria Corti “L'ora di tutti”. Un musical che ha come regista Fredy Franzutti, le musiche di Francesco Libetta e Angelo Privitera. Il corpo di ballo del Balletto del Sud. La produzione Farm e Comune di Otranto. Palco: la splendida cornice del Castello Aragonese di Otranto. Come ha detto il regista Fredy Franzutti lo spettacolo vuole anche “cogliere lo spirito avventuroso della vicenda attraverso le sonorità di un'opera popolare che tra parti recitate, brani cantati e coreografie ridarà voce a una storia che pochi conoscono”. La storia in questione è la storia di un popolo, gli abitanti di Otranto, allora uno dei porti più importanti della regione che seppero difendersi per 15 giorni prima di cedere all'invasione turca. La resistenza consentì all'esercito del re di Napoli di organizzarsi e avvicinarsi a quei luoghi impedendo che le truppe turche dilagassero per la Puglia. Ed ecco allora Otranto che per il regista Franzutti ma anche per il maestro Libetta è fonte di “ispirazione e palcoscenico ideale per il lancio dell'opera”. E come dicono ancora gli autori “è ricostruita come il luogo della memoria e della fantasia e la rappresentazione diventa un viaggio nel territorio delle emozioni, con la paura dell'invasione, del nuovo, di quello che potrebbe modificare la nostra vita nel bene e nel male”. Franco Battiato ha supervisionato ogni aspetto della produzione, dai costumi alle musiche. Le musiche verranno eseguite da una ensemble dal vivo, l'Otranto orchestra. E poi 40 elementi del coro Voces Terra d'Otranto nello spettacolo saranno interpreti del popolo otrantino, dei turchi saraceni, dei soldati spagnoli e dei frati del convento di Casole. Lo spettacolo come ha detto Franzutti ha l'impostazione di una opera popolare e quindi si snoda con un soggetto essenzialmente recitato e con delle parti cantate da solisti e coro.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati