La Brescia nei panni della Carmen

Presso l'anfiteatro romano di Lecce il balletto in due atti per la coreografia e regia di Luciano Cannito, con protagonista la ballerina e showgirl televisiva Rossella Brescia

Rossella Brescia sbarca a teatro indossando i panni della Carmen di Georges Bizet. Questa sera presso l'anfiteatro romano di Lecce. Due beniamini del grande pubblico: la bella ed eclettica Rossella Brescia, ballerina classica e star televisiva e Cannito che nel panorama della danza italiana e internazionale è sicuramente fra i personaggi più noti, attivi e amati. Direttore del corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo dove ha appenda portato in scena Romeo e Giulietta con Eleonora Abbagnato e Rubiland Pronk, creatore instancabile, Luciano ha al suo attivo più di 60 progetti. I suoi lavori sono stati rappresentati in festival internazionali e nei più prestigiosi teatri del mondo: La Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli e, all’estero, il Metropolitan di New York, il Placet des Artes di Montreal, il Grand Theatre de Bordeaux. Di questo nuova opera è lo stesso Cannito a parlarne: “Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia. Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta. La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare Carmen un archetipo universale della cultura dell’Occidente. Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà, forza e istinto. Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà. La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell’isola di Lampedusa, isola del Sud per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in fuga chissà da dove e chissà per quanto tempo. Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera. Carmen può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, un’albanese, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. E’ una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà. Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare. E’ invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha a da perdere. E poi c’è l’Escamillo dell’Opera di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo noi oggi. Straordinario ritratto anche questo, di personaggio archetipo. L’uomo del successo, l’uomo della gloria effimera. Tutto sommato l’uomo della superficialità. La storia di Carmen termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell’anima, nella fede, nell’orgoglio, nella speranza? Don Josè, Escamillo, Carmen. Potere, Successo, Libertà. Insicurezza, Superficialità, Solitudine. Egoismo, Egocentrismo, Sacrificio. Le stesse parole di sempre. Gli stessi desideri di sempre. E sempre gli stessi prezzi da pagare”. Insieme a Rossella Brescia danzano in “Carmen” Leonardo Velletri (nel ruolo di Don Josè), Antonio Aquila (nel ruolo di Escamillo), Lucia Ermetto (nel ruolo di Micaela), Nino Amura (bel ruolo dell'appuntato) e Nino Amura, Luca Bertoleoni, Vincenza Brini, Vincenzo Carpino, Lucia Ermetto, Daniela Filangeri, Riccardo Riccio, Grazia Striano nel ruolo dei profughi. Lo spettacolo si è aggiudicato il premio “Bucchi” 2008 per la miglior coreografia e il premio “Danza & Danza” per la miglior colonna sonora di balletto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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