Caos al biostabilizzatore

Da mesi molti Comuni dell’Ato Le/2 non pagano la Sud Gas di Poggiardo, la ditta che provvede allo smaltimento dei rifiuti, determinando ritardi nei pagamenti delle mensilità agli operai

Inadempienze e ritardi nei pagamenti da parte dei 46 Comuni dell’Ato Le/2 fanno improvvisamente tornare d’attualità il caos al biostabilizzatore gestito dalla società Sud Gas di Poggiardo e presagire su questo fronte un agosto bollente. Da mesi la maggior parte delle amministrazioni comunali non versa un centesimo alla ditta che provvede allo smaltimento dei rifiuti, determinando così un ritardo a cascata nel versamento delle mensilità agli stessi operai che lavorano nell’impianto. Silvio Astore, sindaco di Poggiardo, ha lanciato nelle scorse ore, un ultimatum ai primi cittadini che non hanno ancora regolarizzato i conti con la Sud Gas e li ha invitati a rispettare quanto deciso alcuni giorni fa dal Consiglio di amministrazione dell’Ato Lecce 2, cioè ad adempiere con un acconto. “Da tre mesi gli operatori ecologici non percepiscono una giusta e adeguata remunerazione – ha dichiarato Astore -. E ciò non è ammissibile sul piano etico e morale; è vero che l’impianto non biostabilizza bene, ma è altrettanto vero che grazie all’impegno e all’abnegazione dei lavoratori, i rifiuti non stanno rimanendo sotto casa in alcuna realtà cittadina. Va dato merito e atto ai lavoratori i quali, nonostante il caldo torrido, lavorano per soddisfare i nostri bisogni – ha continuato -. Non possiamo considerarli degli schiavi e perciò è sacrosanto che tutti i Comuni regolarizzino la propria posizione con il versamento di un acconto”. Ma non c’è solo la questione economica. Sul caso Sud Gas, si è espresso pure il Consiglio comunale di Poggiardo che ha chiesto un incontro urgente ad Antonio Gabellone, presidente della provincia di Lecce, sulle condizioni dell’impianto, in particolare sul grave disagio olfattivo che affligge da settimane la comunità poggiardese e di Vaste. “Come purtroppo previsto – ha spiegato Astore – la situazione con l’aumentare delle temperature è divenuta ancora più insostenibile evidenziando drammaticamente tutti i limiti di questo impianto ed esasperando i cittadini e i turisti che numerosi visitano Poggiardo in questo periodo. Da qui la richiesta di un colloquio al presidente Gabellone finalizzata alla definizione di un cronoprogramma che preveda tempi e modi della chiusura dell’impianto rilevatosi assolutamente inefficiente e costoso soprattutto in termini di disagi arrecati alle comunità di Poggiardo e Vaste. Chiederò pertanto al presidente – ha continuato – di concordare una soluzione di buon senso che non penalizzi più le nostre comunità. Mi preme sottolineare che per noi il problema dell’impianto non ha mai seguito logiche di schieramento, come qualcuno ha sostenuto, ma solo la logica di affrontare e cercare di risolvere, con buon senso e responsabilità, un problema grave per le comunità di Poggiardo e Vaste, qualunque sia il colore politico delle istituzioni che abbiano competenza in materia”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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