Porto Badisco. Un bene di tutti

Sull’insenatura, la spiaggia e la scogliera della marina, il tribunale dichiara l'uso pubblico. In allegato l'Ordinanza 13.07.09

Con ordinanza depositata in questa settimana, il tribunale di Lecce, sezione di Maglie, ha reso la sua prima pronuncia, seppur con provvedimento provvisorio, sul diritto della collettività a frequentare liberamente l’insenatura, la spiaggia e la scogliera di Porto Badisco. Sono di questi giorni le polemiche innescate dagli abituali fruitori della marina nei confronti della società Istesud s.r.l. per l’apposizione di alcuni dissuasori in cemento armato che renderebbero non fruibile parte delle aree rivendicate all’uso pubblico. Tali rivendicazioni avevano indotto i Comuni di Uggiano la Chiesa, Otranto, Minervino e Giurdignano a promuovere un giudizio dinanzi al competente Tribunale Civile di Maglie, incaricando l’Avv. Mauro Finocchito di rappresentarli, affinché fosse riconosciuto l’uso pubblico ultratrentennale sull’intera baia. In effetti, col passare degli anni, il reflusso ondoso aveva eroso buona parte dell’arenile, sin oltre l’originario limite demaniale, e questo non era stato mai più rettificato dalla competente autorità marittima. Per l’effetto, la porzione di arenile residuo, di fatto coincidente con tutta la spiaggia rimasta disponibile, ricadeva e ricade catastalmente in area di proprietà privata, formalmente intestata alla Istesud, la quale, negli anni più recenti, aveva periodicamente assunto iniziative subito lette dalla collettività come tentativi di parziale e progressiva privatizzazione dell’insenatura. Da cui la preoccupata reazione dei frequentatori abituali di Porto Badisco e l’iniziativa giudiziaria dei Comuni di cui si è detto, cui si erano aggiunti, la Pro Loco di Uggiano, quella di Porto Badisco e Legambiente. L’ordinanza del tribunale condivide la tesi dell’uso pubblico dell’insenatura sostenuta in giudizio dall’Avv. Mauro Finocchito nell’interesse dei quattro comuni da lui rappresentati. In particolare afferma che “risulta abbondantemente provato l’uso ab immemorabile, da parte di più comunità indeterminate di soggetti (gli abitanti del Comune di Otranto, ente territorialmente interessato, nonché degli altri comuni viciniori), della rada di Porto Badisco e di tutti gli spazi ad essa circostanti, compresi quelli necessari ad accedervi”. Con la stessa ordinanza il tribunale, in vista della trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari della prossima sentenza dichiarativa dell’uso pubblico, al fine della sua generale conoscenza ed opponibilità, ha disposto consulenza tecnica d’ufficio per la delimitazione degli esatti confini delle aree soggette ad uso o servitù pubblica, rispetto alle intere particelle catastali intestate ad Istesud, chiarendo che negli stessi devono essere ricompresi anche quelli “circostanti la rada, utilizzati anch’essi dalla generalità degli abitanti delle pubbliche amministrazioni, dei bagnanti, pescatori e turisti in genere, per raggiungere (con mezzi o a piedi) gli scogli, la spiaggia ed il mare, nonché lo spazio normalmente utilizzato per lo svolgimento abituale e/o periodico di qualsiasi attività di intrattenimento e di svago e della superficie adibita a parcheggio di autovetture ed altri mezzi”. Esprime soddisfazione il Sindaco Luciano Cariddi: “Per questo primo atto che indirizza verso il riconoscimento di un interesse pubblico sostenuto con forza da questa e dalle amministrazioni dei comuni limitrofi”, oltre che dalle pro loco e dalle associazioni ambientali. “Incassato questo primo importantissimo risultato, che riconosce l’uso pubblico della spiaggia, del costone roccioso circostante, delle vie di accesso e delle aree di parcheggio”, aggiunge il primo cittadino, “attendiamo ora di comprendere meglio sino a dove tale uso pubblico potrà estendersi, sì che, con la trascrizione nei registri immobiliari, potrà essere stigmatizzato per sempre”. Intanto, per domenica mattina, era già stato organizzato un incontro del Sindaco di Otranto con la comunità di Porto Badisco, “per avviare un confronto aperto che ci porti a comprendere quali siano ora le soluzioni migliori per valorizzare ancor più le aree in questione, ma anche per iniziare a discutere della riqualificazione dell’intero borgo marino di Porto Badisco, vista la opportunità in tal senso fornita, già da settembre, dall’avvio del procedimento di formazione del nuovo Piano Urbanistico Territoriale (PUG)”. Si allega copia dell’ordinanza 13.07.09 del Tribunale di Lecce, Sezione di Maglie.

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