Ieri la semina, ma domani i frutti

Cosimo Durante: “Una buona semina. Ma i frutti?”

E’ arrivato il tempo della ragione nella politica locale e per Cosimo Durante non sarà certo una sconfitta elettorale di qualche migliaio di voti a far cambiare faccia e a frenare lo spirito entusiastico con cui si è lavorato in questi anni. “Adesso ognuno dal suo posto di comando o di controllo deve fare la sua parte, una parte importante per quel che mi riguarda con tutti gli anni alle spalle in cui ho maturato esperienza e disciplina politico amministrativa.Lasciamo al centrodestra di Antonio Gabellone una Provincia già fatta, con una sua identità, un suo appeal turistico, una sua connotazione culturale, lasciamo un cantiere di idee che si possono al massimo elaborare ma non cancellare, lasciamo un campo seminato per bene, che da oggi sarà seguito da altri, ma che vedrà tutti noi impegnati ed attenti affinché il duro lavoro della terra sia adeguatamente proficuo e affinché i frutti del duro lavoro vengano equamente distribuiti a tutti i salentini”. Ha commentato Cosimo Durante. E ancora: “Comincia la stagione di una nuova antropologia politica, fatta di persone giovani e mature, appassionate e rigorose, quelle figure che il Partito democratico ha lasciato, grazie alla volontà degli elettori, a presidio del territorio salentino”. Cosimo Durante ha poi speso alcune parole di ringraziamento: “Personalmente ringrazio i miei tantissimi elettori e prometto loro che, da primo degli eletti del mio partito, starò dalla loro parte e dalla parte di tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Salento.Oggi, nel tempo della ragione, dove più freddo e distaccato deve essere l’approccio al momento politico senza infingimenti e senza caricature di sorta, il nostro Partito Democratico deve guardare al territorio e affidarsi sempre più a chi ha già dimostrato di fare e di saper fare, nella vittoria e nella sconfitta, nel giubilo e nell’amarezza, nel salotto di casa e sulla soglia, senza dubbi. Ma sicuri di essere sempre ai primi posti nel gradimento della gente. E si vede”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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