Il vicino di Basile accusato di favoreggiamento

E’ ritornato per la quinta volta davanti al magistrato il 17enne vicino di casa di Peppino Basile. Ed ha riferito nuovamente la “sua” versione su quella notte. Che pare non abbia convinto fino in fondo gli inquirenti. Ora il giovane si trova accusato di favoreggiamento; la contestazione gli è arrivata da parte di Simona Filoni, pm della Procura per i minorenni di Lecce al cospetto dell’avvocato difensore Roberto Bray. Il ragazzo era già iscritto nel registro degli indagati assieme al padre per false dichiarazioni al magistrato. Ora la sua posizione si aggrava. Chi indaga sospetta che abbia potuto mentire nel fornire dettagli utili alla ricostruzione dell’omicidio per coprire qualcuno. Sono due, principalmente, i punti su cui ricadono i dubbi. Il primo è relativo all’orario. Il 17enne ha infatti dichiarato di aver fatto rientro presso la propria abitazione fra la mezzanotte e la mezzanotte e mezza, mentre secondo gli inquirenti sarebbe stato ancora per strada attorno all’una e un quarto, quando Basile venne ucciso. Il secondo punto riguarda invece le persone presenti quando egli assieme al padre soccorsero il consigliere, che invocava “cummari, cumpari”. Il giovane ha riferito di essere solo con il genitore, in quel momento, ma la ricostruzione non convince la pm. Ieri il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere. “L’ha fatto – ha spiegato il suo legale – in virtù della constatazione che non viene creduto e che gli si affibbiano accuse e comportamenti a lui sconosciuti. Non dimentichiamoci che ha avuto la vita distrutta – ha continuato Bray -. E’ stato bocciato a scuola ed ora rischia di perdere il posto di lavoro”.

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