L’asse Casarano-Provincia: attività produttive, formazione e un albero con un nome

Elezioni ai tempi supplementari. Ed alcune richieste per il futuro presidente della Provincia ed il futuro sindaco di Casarano

Siamo ai tempi supplementari di una campagna elettorale che ci ha regalato non pochi colpi di scena. Se il ring dove si sono confrontati Loredana Capone e Antonio Gabellone, pur registrando picchi di tensione è rimasto sempre nel limite del confronto politico, nella città su cui sono stati puntati i fari mediatici e degli analisti, Casarano, si è cercato di trasformare il confronto in rissa, soprattutto all’interno del centrodestra. Una rissa a cui si sono sottratti il candidato del centro sinistra e Francesca Fersino. Il livello più basso è a firma del Ministro del governo Berlusconi, Raffaele Fitto, che ha riscaldato gli animi dei suoi sostenitori a tal punto che questi hanno scardinato la serratura di un ufficio comunale dove una consulente del Pit9 riprendeva la manifestazione con una telecamera. Alla ragazza hanno dovuto fare da scudo le forze dell’ordine e l’accaduto è finito in un verbale dei Carabinieri dove è scritto che “sono intervenuti a tutela dell’incolumità della persona che si trovava nell’ufficio, avendone titolo in quanto dipendente, poiché un gruppo di ignoti avevano sfondato la porta”. Per Fitto quelle riprese erano una “mancanza di democrazia”, e Maritati e Bellanova (senatore e deputata PD) hanno chiesto conto di quell’episodio in due interrogazioni parlamentari. Mentre il Tacco è l’unico a dover ringraziare il Ministro, perché il video che documenta l’episodio, pubblicato sul Tacco on line, è schizzato ai primissimi posti nella classifica di “Reporter”, tra i video più clikkati in Italia. A Casarano i due candidati “forti”, di entrambi gli schieramenti della competizione per la Provincia, hanno avuto un ottimo risultato, protagonisti, per la prima volta in città, di una netta polarizzazione del voto: Gianni Stefàno, sebbene forte dei suoi 3200 voti, è sulla panchina, perché la sua promozione a consigliere è subordinata alla vittoria di Gabellone. Siederà invece sicuramente sugli scranni di Palazzo dei Celestini il vicesindaco uscente e assessore al bilancio e al marketing comunale Gabriele Caputo (2700 voti). Senza ricorrere al ripescaggio, come è successo in passato con Claudio Casciaro, Caputo rappresenterà Casarano fin dal primo giorno nell’assise provinciale. Dico Casarano anche se la circoscrizione è Casarano-Supersano, perché è nel suo paese che ha raccolto per intero i consensi. Lì, a palazzo dei Celestini, la città di Casarano, che con il sindaco Remigio Venuti è riuscita ad amministrare per cinque anni servizi e risorse spese su un territorio vasto più della metà dell’intero Salento, lì, la città di Casarano dovrà far valere (e prevalere) tutto il bagaglio di esperienze e, perché no, di autorevolezza, acquisito negli anni. Soprattutto dovrà saper spostare l’asse delle priorità, su due campi di applicazione delle deleghe provinciali, dove in questi anni la città di Casarano ha dimostrato di saper garantire risultati d’eccellenza a livello nazionale e internazionale: le attività produttive e la formazione. Come Casarano è riuscita a tracciare un disegno di sviluppo disegnato su misura del tessuto produttivo e delle risorse umane del territorio vasto del basso Salento, attirando risorse e investimenti, così il futuro presidente provinciale dovrà ripensare la sua azione tarandola sulla totalità dei Comuni. Perché la ripresa economica, in questo territorio, non può non passare da un’azione forte della pubblica Amministrazione, che si metta a fianco delle imprese, soprattutto di quelle micro e piccole che costituiscono la fetta più grossa della produzione, per sostenerle. E quell’azione deve passare necessariamente dalla capacità di dialogare con il sistema bancario, rafforzando le opportunità che vengono dai Cofidi, da una riflessione forte su forme consortili di produzione di energia al servizio, per esempio, delle grandi zone industriali, dalla necessità di affiancare le amministrazioni comunali per una più efficiente riscossione della Tarsu e dell’Ici. Ma sostenere il tessuto produttivo delle imprese, piccole, talmente piccole che l’impresa coincide con la famiglia, significa necessariamente aiutarle a riposizionarsi in un panorama internazionale che tende invece ad escluderle: riposizionamento significa supportarle in un percorso verso l’innalzamento della qualità della produzione, anche attraverso la formazione non solo dei dipendenti ma anche, forse soprattutto, degli imprenditori. E’ indispensabile però che la formazione si applichi in aderenza al sistema produttivo, alle cui reali esigenze deve dare risposta. Non più quindi la formazione come ammortizzatore sociale, ma come vera occasione di crescita aziendale, una crescita che passa dalla crescita delle risorse umane che vi lavorano. In questo modo, forse, la Provincia potrà vincere la sfida più grande di tutte, che avevamo lanciato nello scorso numero del Tacco d’Italia: far ritornare i talenti, i “cervelli”, e finalmente “ usarli” a beneficio del loro stesso territorio. E visto che questo ultimo editoriale del Tacco “free press” è dedicato a voler contribuire a costruire uno sguardo lungo sul nostro territorio, lancio un’idea anche per il futuro sindaco di Casarano. Una cosa piccola piccola, ma che ritengo simbolica della necessità di una rinascita della città: come suo primo atto dopo l’insediamento, caro futuro sindaco di Casarano, disponga di piantare un albero per ogni bambino che nasce a Casarano (una bella idea, questa, di William Ingrosso) e a quell’albero dia il nome del neonato. Un segno di benvenuto, di rinascita, di impegno per una città sostenibile, per i genitori del bimbo e del bimbo stesso che, già da piccolo imparerà a sentirla ancor più sua. E la amerà come quell’albero che porta il suo nome.

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