G8? I commercianti non cedono alla paura

Il coordinamento “No G8” annuncia che nei giorni del vertice finanziario le attività commerciali resteranno aperte. I commercianti non cedono alla paura

Sono passati 71 anni dal 30 ottobre 1938, giorno in cui Orson Welles, leggendo in radio alcuni brani della “Guerra dei mondi”, generò nella popolazione americana un attacco di panico collettivo dovuto all'ascolto della cronaca in diretta di un'invasione aliena. Si trattò di un inconsapevole prova della forza dei mass media e della potenza che essi hanno sulle coscienze collettive. Trascorsi decenni questa forza è stata studiata, elaborata e purtroppo si è concentrata nelle mani di pochi, ormai in grado di lanciare tendenze, allarmi sociali, notizie vere o false, nonché scegliere cosa comunicare e cosa tacere. Il pubblico invece, per quanto assuefatto alle immagini mass mediate, viene quotidianamente bombardato ed indirizzato verso una logica di pensiero che possa fare comodo all'allarme sociale del momento. Che si creino marginali problematiche sociali al fine di distogliere l'attenzione dalle grosse tematiche che riguardano tutti i cittadini sembra ormai assodato ma in ogni caso è difficile da far comprendere ai più. Chiaramente sappiamo bene come i giornalisti e tutti gli operatori dei media svolgano con dovizia il loro lavoro e come siano anch'essi consapevoli dei limiti invalicabili che il mestiere spesso gli impone. La notizia confezionata viaggia per parallelismi malsani e quanto mai inopportuni come ad esempio immigrazione/clandestinità, diversità/pericolo o più banalmente pit bull/ferocia, islam/terrorismo e via dicendo e purtroppo sappiamo bene come gli interessi economico politici riescano finemente a centrare il dibattito sull’argomento di caldo interesse. Come nei casi appena citati anche l'avvenimento G8 rappresenta una delle tematiche scottanti e poco chiare e approfittando dei tristi trascorsi di Genova la mediacrazia spesso distoglie l'attenzione dai reali argomenti di discussione per agganciare la notizia che vende di più cavalcando le paure ed i timori della gente comune. Ed è così che si depista il pensiero dall'unico interrogativo che ci si dovrebbe porre ovvero: “Perché questi ministri artefici negli anni della concentrazione della ricchezza, dei fallimenti delle banche, dell'appropriazione indebita dei risparmi dei cittadini, della sottrazione delle risorse ai paesi poveri, continuano ad arrogarsi il diritto di rinchiudersi in gabbie dorate per discutere della sorte economica di tutti noi?” Leggiamo con dispiacere che molti colleghi del commercio hanno il timore di non poter lavorare nei giorni del vertice o di vedere devastato il proprio negozio da fantomatici ribelli in arrivo da ogni dove, di vedersi paradossalmente forzati alla chiusura proprio in un periodo di crisi economica e proprio mentre qualcuno discute quasi segretamente, ma in pieno centro, delle sorti dell'economia globale. Sembra una grande presa per i fondelli, e sulla base di questa riflessione è proprio questo che ci fa più paura e per questi motivi noi nei giorni del vertice saremo aperti, continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto senza il timore di eventuali atti di violenza, con la amara certezza che per l'ennesima volta le istanze reali dei cittadini non saranno assolutamente prese in considerazione. Simone Rollo (Ergot Interno 4) Carlo Mileti, Florence Torres (Made in dignity Bottega del Mondo) Antonino Conte (Artegò) Cristiano Cremonesini (Edicola P.zza S.Oronzo) Samba Bucye, Vigneswaran Neerasa (Salento Kebab) Maria Palma (African Shop) Carlo Faiulo (Siddharta) Marco Povero (Joyce Irish Pub) Anna Palmieri (Libreria Palmieri) Negozio Aresta Caffè Letterario Ethiopian Vibration Icaro Libri & Caffè

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