I sogni dei bambini aquilani

In occasione della performance “Emergenza sogni dei bambini” tenutasi a Lecce nella sala conferenze dell’Ordine dei Medici, Gino Peccarisi, consigliere dell’Ordine dei Medici di Lecce, ritorna a parlare della catastrofe abruzzese

Di Gino Peccarisi* “Quella sera avevo la sensazione che qualcosa di terribile dovesse accadere. I sussulti della terra non avevano le caratteristiche solite, tutto intorno m’incuteva un’angoscia che mi ha portato a fare addormentare le mie bambine vestite con una tuta e preparare il necessario, per una notte fuori dalle mura domestiche, in buste di plastica appese alla maniglia della porta d’ingresso. Nel condominio, intanto, si erano formati dei gruppi come se la mia sensazione fosse condivisa. Abbiamo preparato il caffè o la cena, si è chiacchierato di tutto ciò che potesse accomunare tante persone che non avevano un apparente motivo valido per ritardare il sonno. Quando alla fine abbiamo spento le luci, erano le tre di notte. E’ passato poco meno di un’ora e mi sono ritrovato a terra fra il letto e il comodino scaraventato da un sussulto di quella terra che stranamente diventava ostile. Ho cercato di accendere la luce ma il black out era totale. Ho raggiunto la porta di uscita tramite un percorso che non sembrava il solito. La luce fioca dell’esterno mi ha permesso di raggiungere le figlie, già pronte per una notte all’agghiaccio e con mia moglie e mia suocera abbiamo guadagnato l’esterno, dove una moltitudine di persone si è ritrovata a commentare ciò che da qualche tempo si temeva potesse accadere”. Quel nucleo familiare non abita più in quella casa inagibile dell’Aquila perché in quella città si trovava per lavoro. Ora, senza più un tetto, ha cominciato una nuova vita lontana da quella triste realtà che potrà rappresentare un periodo della propria vita da dimenticare. Quanto sopra rappresenta una delle innumerevoli storie che hanno fatto da cornice a un’immane tragedia semplicemente ascritta a un fato da accettare con pacata rassegnazione. Quante persone hanno perso tutto, come quella collega odontoiatra che ha dichiarato in una intervista: possedevo il superfluo ora non ho più neanche il necessario. Molti altri hanno perso gli affetti più cari. Diverse migliaia erano le bare previste ma, fortunatamente, le pessimistiche previsioni sono state smentite. Molti genitori non potranno più godere della gioia che un figlio sa dare, molti bimbi non avranno più la guida che un padre e una madre sanno dare. Nelle calamità i deboli sono i più indifesi; fra questi i bambini, quei soggetti ai quali la vita non ha ancora insegnato a tutelarsi dalle avversità e che hanno bisogno di un porto sicuro per un approdo mediato. Non hanno capacità di reazione dinanzi ad eventi che si manifestano con una inspiegabile ed incomprensibile evoluzione; interiorizzano paure ed incertezze che con fatica bisogna smascherare per liberare la psiche dagli incubi e paure che ne condizionerebbero la crescita futura. Come sfuggire alla cruda realtà, apparentemente priva di colpevoli, che ti trafigge per il solo essere uomo su una terra viva e in movimento che richiede un armonico e ammissibile sfruttamento. I piccoli non si chiedono molti perché, si rifugiano in un essenza libera da timori culminando in un sogno eternamente proteso a scacciare angosce e tormenti. Quei sogni racchiudono un mondo che non c’è, minato continuamente dalle insidie di adulti che hanno perso l’innocente proiezione verso una felice convivenza. Bimbi indifesi, bersaglio di egoismi, inermi nelle vicissitudini della vita. E' necessario capire ed interpretare i bisogni non detti per garantire un aiuto doveroso, anche se non richiesto. Entrare in quel mondo incantato del sogno che solo le anime pure sanno alimentare e contribuire a mantenerlo tale è l’obiettivo dello studio e interpretazione dei segni di Tiziana Dollorenzo Solari. Bisogna spiegare l’inconscio dell’infanzia per relazionarlo col mondo degli adulti attutendo l’inevitabile impatto con una realtà talora difficile da accettare. Quando il meccanismo di rimozione degli eventi, catastrofici come quelli accaduti in Abruzzo col terremoto, sia salutare per un bambino, rendendolo avulso dal contesto, e quanto invece sia importante far elaborare gli accadimenti è materia di conflitto. Anche in questo caso lo studio dei segni ci aiuterà a comprenderne il confine dettando i ritmi per un approccio tempestivo ed efficace. Capire e studiare quei segnali apparentemente invisibili eppure manifesti che attendono di essere colti. Se difficile è il routinario approccio, quello da attuare nei bambini vittime del terremoto in Abruzzo richiede un maggiore impegno; questo non deve mancare per dare un sostegno a fratelli sfortunati, con l’unica colpa di calpestare una parte del medesimo pianeta più soggetto a rischio sismico. L’Ordine dei Medici di Lecce, da subito vicino ai colleghi dell’Aquila ha proposto un gemellaggio fra i due Enti all’ombra del barocco; maestoso e grandioso il nostro, ferito e sfigurato il loro. Aiutare gli Abruzzesi a ritrovare intatta la loro identità storica, artistica e culturale è un impegno doveroso; essere a fianco ai bambini, per fare presto dimenticare quell’immane catastrofe naturale, è un obbligo di tutti per rendere nuovamente integri quei sogni che a nessuno è permesso di alterare. *Consigliere dell’Ordine dei Medici di Lecce

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