Nardò. Nuova vita alle case mura

L’intervento di recupero previsto riguarda una delle torri della cinta muraria risalente al XV secolo e l’unico pezzo residuo delle antiche case mura sorte a suo tempo sul perimetro murario quattrocentesco del centro storico

Potranno tornare a nuova vita le case mura a ridosso del centro storico neritino. Nei giorni scorsi, infatti, è stata portata a termine l’istruttoria per l’approvazione dell’intervento di recupero presentato dall’ingegnere Mario Gaballo e dall’architetto Severino Orsan, che comprende un gruppo di immobili aggregati a schiera lungo il perimetro della cinta muraria, le cosiddette case mura contigue ad ambienti destinati ad altro uso probabilmente agricolo o di piccolo artigianato, comprese tra corso Galliano, via Vittoria e via S. Lucia. La zona di intervento riguarda una delle torri della cinta muraria risalente al XV secolo e l’unico pezzo residuo rimasto pressoché inalterato delle antiche case mura sorte a suo tempo sul perimetro murario quattrocentesco del centro storico, che il Prg classifica come edifici monumentali e tessuti edilizi di interesse ambientale. Tali strutture si collocano su di un’importante asse commerciale della città, Corso Galliano, ma il progetto proposto non è assolutamente invasivo. Sono previsti, infatti, solo limitati interventi di ristrutturazione in modo da conservare inalterate le caratteristiche originarie degli immobili, cercando di valorizzarle, e lasciando inalterati quanto più possibile i segni del tempo. “Questo intervento – ha dichiarato Antonio Vaglio, sindaco di Nardò – è un ulteriore tassello verso il recupero del centro storico. Sicuramente c’è tanto da fare ma a piccoli passi stiamo procedendo nella direzione voluta, quella cioè di ridare nuova vita e nuova linfa alla città vecchia. Basti pensare che attraverso gli ultimi due bandi per il recupero degli immobili nel centro storico sono stati in parte finanziati e realizzati ben 57 interventi di ristrutturazione, per passare poi al ripristino del basolato e al sorgere di nuove attività commerciali, al recupero del chiostro dei carmelitani e dell’attigua chiesa, del complesso di S. Antonio e ad altro ancora”.

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