Rispuntano le carte di Burgesi

Nacque nel dicembre del 2004 e dopo undici mesi, 15 sedute e 18 convocazioni, la sua attività si spense. Senza alcuna motivazione ufficiale. Della Commissione speciale su Burgesi e dei suoi verbali si perse traccia: le richieste di avere accesso ai documenti, inoltrate all’Amministrazione nel 2006 dai Comunisti italiani, non ebbero mai risposta. Fino ad oggi. Nel corso dell’infuocato Consiglio comunale di lunedì scorso Angelo Minenna, consigliere d’opposizione (Ci) ha ribadito quello che annunciato qualche giorno fa sul forum che i cittadini del basso Salento hanno spontaneamente attivato sul taccoditalina.info all’indomani dell’omicidio di Peppino Basile: i verbali, a tre anni dalla richiesta di accesso agli atti, sono stati messi a disposizione. La Commissione speciale su Burgesi nacque nel 2004, su richiesta dei consiglieri d’opposizione, per venire incontro alla pressione dei cittadini che registravano un inspiegabile aumento di casi di ipetiroidismo. Venne quindi istituita una Commissione comunale presieduta da Mario Paiano, tributarista, e composta da consiglieri designati dall’assise comunale: Antonio Congedi, Antonio De Giorgi, Sirio Mastrogiovanni, Pina Coletta, Raffaele De Giorgi. La prima seduta si tiene alla presenza del sindaco, nella stanza del primo cittadino e da subito tutti convennero sulla necessità di mettere a disposizione della Commissione risorse economiche non inferiori a 50mila euro, risorse che sarebbero state utilizzate soprattutto per retribuire consulenti cui affidare l’onere di analizzare gli atti e le convenzioni stipulate tra Comune e Monteco, gestore della discarica Burgesi. Quelle risorse però non arrivarono mai e la commissione abortì, senza un documento ufficiale di chiusura. Non prima di aver lasciato traccia sui verbali delle numerose perplessità dei suoi componenti sulle modalità attraverso le quali la prima convenzione del 1992 era stata rinnovata dopo dieci anni, nel 2002, apportandovi delle modifiche, invece di indire un bando pubblico sui basi nuove. Altre perplessità erano relative alla “titolarità pubblica” della discarica: Burgesi cioè, nel passaggio dalla vecchia alla nuova convenzione, da discarica di proprietà di privati gestita da privati, diventa discarica a “titolarità pubblica” gestita da privati. I componenti della commissione si chiedono che cosa comporti questo e se in futuro genererà un costo, soprattutto per la bonifica successiva dell’area. Infatti dopo dieci anni di gestione privata la discarica diventa pubblica, con tutti gli oneri che ne conseguono e che si immaginano non essere pochi, dal momento che i titolari della MOnteco all’epoca erano già stati condannati a diversi mesi di reclusione proprio per la cattiva gestione del sito. Che le paure della Commissione non fossero infondate lo dimostrano i quattro milioni spesi dalla Regione lo scorso anno per bonificare l’area dove ora stanno sorgendo i nuovi impianti: lì, quando le ruspe hanno cominciato a scavare per porre le fondamenta degli impianti della Cogeam, sono stati trovati amianto e rifiuti speciali. La bonifica, a spese della Pubblica amministrazione, si è resa necessaria. Altra questione scottante: i costi sostenuti dal Comune e il ristoro ambientale dovuto dalla Monteco alla cittadinanza. Nonostante il Comune fosse, secondo la convenzione, esonerato dal pagamento della tariffa, ha sempre pagato le fatture presentate dalla Monteco “senza chiedere spiegazioni”, si legge nei verbali; per contro la Monteco non ha mai versato i 500mila euro dovuti al Comune come “ristoro ambientale”. Alla Commissione andò a riferire, alla presenza del sindaco, anche l’avvocato De Mauro, che aveva curato per il Comune la stesura della nuova convenzione e le cui spiegazioni furono ritenute non esaustive dal presidente Paiano, tanto che chiese di poter “ascoltare” professionisti terzi rispetto al Comune, a cui dare incarico di analizzare tutti gli incartamenti. Su questa richiesta la commissione si espresse positivamente. Ma fu l’ultima volta che fu convocata per farlo. // Il mistero dei verbali scomparsi Già nel 2006 il Partito dei Comunisti italiani di Ugento aveva richiesto, con interrogazione illustrata nella seduta del Consiglio comunale del 30 novembre, copia dei verbali della Commissione Consiliare Speciale di controllo su Burgesi, nata con il compito di verificare il rispetto della convenzione tra Comune di Ugento e Monteco srl, gestore della discarica ugentina. 
”Ci venne risposto – dichiara Angelo Minenna, segretario comunale del PdCi – che, su 15 riunioni svolte dalla suddetta Commissione, a risultava agli atti del Comune della sua attività, né verbali, né altra documentazione prodotta e, soprattutto, mai si era proceduto ad una esaustiva relazione in sede di Consiglio comunale sull’attività della medesima, gettando così ancora più ombre sull’intero ciclo di smaltimento dei rifiuti ad Ugento. Da allora – continua Minenna – il Partito dei Comunisti italiani ha più volte ed in più sedi reclamato che l’attività di quella Commissione fosse resa pubblica e che ci fosse, da parte di cittadini ed associazioni, maggiore controllo sociale sull’intera attività della discarica di Ugento, dopo ben 16 anni dall’apertura della stessa”. In seguito ad un’altra interpellanza, stavolta datata 4 febbraio 2009, rivolta ad Eugenio Ozza, sindaco di Ugento, e a Massimo Lecci, assessore comunale all’Ambiente, i verbali delle riunione della Commissione sono stati depositati presso il Comune. “Si era verificata un’anomalia – spiega Lecci: i verbali erano stati custoditi dal presidente dell’ex Commissione, che non li aveva mai consegnati al Comune. A seguito delle reiterate richieste del consigliere Minenna ho diffidato la segreteria comunale a recuperare i verbali, che sono stati resi pubblici nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. Con ritardi allucinanti e vergognosi ma alla fine sono usciti fuori”. I comunisti italiani, fanno sapere, chiederanno una seduta urgente e monotematica del Consiglio comunale, dove si relazioni su quanto svolto dal 2004 al 2006 dalla Commissione di controllo su Burgesi. Sarà anche richiesta, annunciano, che la commissione venga nuovamente attivata.

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Marilù Mastrogiovanni

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