Castelli in permuta? “Una trovata elettorale”

La notizia dello scambio di Castello Pio con Palazzo De Judicibus tra Provincia e Comune di Casarano sarebbe un’invenzione del candidato Claudio Casciaro. Lo sostiene l’associazione Liberacittà, che sostiene la candidata Francesca Fersino

La permuta tra Castello Pio e Palazzo de Judicibus? Per l’associazione “Liberacittà” si tratterebbe di una “bufala clamorosa” voluta da Claudio Casciaro, il candido sindaco del PdL. La campagna elettorale entra nel vivo e il movimento politico vicino all’altro candidato sindaco, Francesca Fersino, critica l’operazione partita dal Consiglio provinciale con la regia proprio dell’ex esponente del Pd. “Il dottor Casciaro, dichiarando di avere acquisito il aosta degli eredi al trasferimento del Castello Pio dalla Provincia di Lecce al Comune di Casarano – si legge nel manifesto affisso da ieri – ha indotto in errore il Consiglio provinciale facendo votare un atto di indirizzo in cui si autorizza tale trasferimento. La cittadinanza deve sapere – prosegue Liberacittà – che con comunicazione dell’8 aprile 2009 gli eredi Pio hanno precisato che giammai dagli eredi è stato rilasciato alcun aosta al trasferimento del castello dalla Provincia al Comune. Al contrario – prosegue il documento – l’avvocato Pio, titolare del diritto, ha precisato chiaramente in un atto pubblico registrato, che l’unico aosta rilasciato riguarda l’eventuale acquisto in favore di chi ha mantenuto in vita le volontà del testatore, ossia la società “S. Giovanni srl” denominata appunto ‘Tommaso Vincenzo Pio’ conduttrice dell’immobile destinato a residenza sanitaria psichiatrica. Come se non bastasse – conclude il manifesto – lo stesso sindaco di Casarano, con comunicazione dell’8 aprile 2009, rinunciava a tale permuta in quanto ‘la gestione di strutture sanitarie non è compresa tra le attività che il Comune è finalizzato a svolgere’”. Il manifesto si chiude con la richiesta di chiarimenti a Casciaro che avrebbe “ignorato queste fondamentali circostanze” ed avrebbe “avallato questa operazione che per la sproporzione della permuta recherebbe grave danno al patrimonio comunale”. Ricordiamo che, a parte il probabile contenzioso, lo scambio tra i due immobili sarà attuato solo dopo una delibera favorevole del Consiglio comunale. Intanto, nasce una fronda tra i commercianti associati all’Acas contro il presidente Antonio Fabbiano, probabile candidato al Consiglio comunale con una lista della stessa associazione collegata a Casciaro (centro-destra). Su iniziativa di Claudio Aleotti, è partita una petizione per esprimere dissenso all’iniziativa. “Noi sottoscritti commercianti – si legge nel documento – non condividendo il metodo decisamente arbitrario adottato dal dott. Fabbiano, il quale correttamente avrebbe dovuto rassegnare le proprie dimissioni da presidente dell’associazione, esprimiamo il nostro totale dissenso all’iniziativa, ritenendo che qualsiasi associazione di categoria, in ossequio alla pluralità e rispettando la diversità di opinioni politiche degli associati, deve risultare neutrale, chiamandosi fuori dalla competizione elettorale”.

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