La Calandra mette in scena il vero Otello

Il teatro diventa realtà per poi ritornare ad essere finzione, gli attori recitano, ma sono anche scenografia, la fantasia è protagonista. Questo il terzo appuntamento in cartellone al Paisiello

Commedia, dramma, tragedia. Il teatro diventa realtà per poi ritornare ad essere finzione, gli attori recitano, ma sono anche scenografia, la fantasia è protagonista. L’evidente fedeltà al testo riporta venature sperimentali non solo per la singolare messa in scena ma anche e soprattutto, per il messaggio che arriva senza fronzoli e orpelli allo spettatore, coinvolgendolo, chiamandolo in causa, facendolo interagire. Istantanee metateatrali per attualizzare passioni attuali. Avidità, arrivismo, ira cieca, gelosia, così come onestà, lealtà, integrità. Non si cercano risposte questa volta… attori e spettatori già sanno ma fanno finta di non sapere e giocano ad incantarsi a vicenda con formule che suonano ogni volta nuove perché lo sono o forse lo sembrano, in questa realtà… ma, come dirà Iago “nella realtà che cosa non sembra il contrario di quel che è? E nella finzione, nel teatro, tutto è il contrario di quel che sembra!”. E’ questo l’ Otello della Calandra che, grazie al testo magistralmente adattato da Scorrano, diverte con leggerezza e appassiona con intensità. Il terzo appuntamento dei quattro in cartellone è per oggi con Otello, di William Shakespeare, regia di Giuseppe Miggiano, adattamenti di Luigi Scorrano con Donato Chiarello, Miryam Mariano, Federica De Prezzo, Piero Schirinzi, Antonio Giuri, Ester De Vitis, Chiara Giuri e Federico Della Ducata.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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