Discarica Burgesi. Ieri “il” consiglio

E’ stato “il” consiglio comunale per eccellenza degli ultimi anni. Non solo per quanto è emerso ma anche per le modalità in cui si è arrivati all’appuntamento. L’ordine del giorno infatti è scaturito da una petizione (508 le firme raccolte) promossa dai comitati civici “Io conto” di Ugento, “Burgesi pulita” di Presicce e “Burgesi noscia” di Acquarica del Capo e dei consiglieri comunali d’opposizione. Il movimento d’opinione nato all’indomani dell’emergenza rifiuti scattata verso la fine dello scorso anno e sfociata nella protesta di S.Silvestro ha chiesto di ricorrere alla possibilità contemplata nell’articolo 42 dello Statuto comunale, richiedendo appunto un consiglio comunale aperto attraverso la raccolta delle firme. Tuttavia, come ha sottolineato nel suo intervento Vito Rizzo, presidente di “Io conto”, la notizia della convocazione non è avvenuta come statuto richiede attraverso una adeguata promozione tra i firmatari, ma attraverso la sola notifica al loro rappresentante. Nonostante questo la presenza è stata massiccia. E il clima animato. All’intervento di Rizzo seguito quello dei consiglieri d’opposizione: Angelo Minenna (comunisti italiani) ha reso noto che da qualche giorno gli sono stati messi a disposizione i verbali della commissione su Burgesi presieduta da Mario Paiano, ma sono ancora senza risposta le richieste di avere accesso alle rilevazioni ambientali eseguite dell’Arpa e da Multilab della Camera di commercio e ai documenti sul biostabilizzatore. Il punto di partenza della discussione erano le risposte arrivate il 16 aprile scorso a firma del responsabile del settore urbanistica del Comune, l’architetto Simonetta Mennonna, con le quali la tecnica comunale in sei punti dava chiarimenti al sindaco su altrettante questioni oggetto della petizione e ritenute insufficienti dai comitati. In effetti la Mennonna nel documento non fa altro che rimandare in maniera estremamente stringata alla convenzione del 1992 e del 2002 stipulata tra Comune di Ugento e Monteco per la gestione della discarica Burgesi, senza fornire ulteriori informazioni, sebbene richieste dai Comitati, sul sito inquinato dal pcb e sulla sua bonifica; sull’abbandono di circa 10mila piante messe a dimora nel sito bonificato; sull’attività di controllo da parte dell’Amministrazione sulla gestione Burgesi; sul ristoro ambientale dovuto al Comune di Ugento; sui risultati delle analisi delle acque di falda; sulla eventuale costituzione di parte civile del Comune di Ugento nei vari processi per reati ambientali. Le risposte sono state affidate al sindaco Eugenio Ozza, a Massimo Lecci, assessore all’ambiente, a Francesco Pacella, assessore al bilancio. Emblematica la contraddizione in cui è incorso il sindaco sul punto 3 della petizione: nella risposta scritta a firma dell’architetto Mennonna si sottolinea come secondo la convenzione la Monteco non abbia alcun obbligo di relazionare al Comune circa la conduzione e gestione della discarica. Il sindaco tuttavia nel suo intervento ha assicurato i cittadini che le relazioni della Monteco in questi anni sono state semestrali e che sono a disposizione di chi ne voglia fare richiesta. Un punto su cui sicuramente si farà luce non appena si avrà accesso agli atti. Riguardo ai controlli sull’inquinamento ambientale l’assessore Lecci ha reso noto che recentemente l’ufficio ambiente ha incaricato due dipendenti comunali di incrociare i dati delle analisi effettuate negli anni per fornire una dettagliata relazione. Il Comune di Ugento, poi, ha ricordato Lecci, si è sempre costituito parte civile nei processi. Lunga e articolata la relazione dell’assessore Pacella, che ha ricostruito il lungo contenzioso tra Monteco e Comune di Ugento per la riscossione del ristoro ambientale dovuto dai gestori della discarica all’Amministrazione e la cui risoluzione è stata affidata ad un arbitrato. Poiché dopo molti anni non si è arrivati ad una soluzione e la Monteco non riconosce al Comune né la gratuità dello smaltimento rifiuti, né il compenso per lo sfruttamento del biogas, nel marzo scorso l’Amministrazione ha dato incarico ad altri legali per un nuovo arbitrato. Infatti solo per gli anni 2006-2008 la Monteco pretenderebbe dal Comune, per il solo “sopralzo” della discarica, 732mila euro. Da oggi in avanti quindi, su ciascun punto della petizione i tre comitati chiederanno conto all’Amministrazione che ha garantito accesso agli atti. Accesso su cui finora non si è avuto riscontro: da tre mesi infatti i comitati hanno fatto richiesta delle analisi sui pozzi spia di Burgesi senza ricevere risposta.
Articolo correlato Discarica Burgesi. Oggi il Consiglio monotematico  (21 aprile 2009)

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