Scienze della Formazione. L'Udu dice no al numero chiuso

Negativa e fuorviante l’introduzione della programmazione degli accessi per i corsi di laurea di area pedagogica

I rappresentanti dell’UdU Lecce reputano negativa e fuorviante l’introduzione della programmazione degli accessi per i corsi di laurea di area pedagogica. Si viola l’art.34 della costituzione: la tutela del diritto all’accesso ai massimi gradi dell’istruzione

La Facoltà rischia la “deriva” verso il numero chiuso, senza avviare un confronto con gli studenti e rendendo note tali notizie a mezzo stampa prima della discussione legittima nelle sedi istituzionali. Quali allora le necessità di una tale scelta? Una consolidata abitudine a sbarrare l’accesso al sapere? La necessità di rimediare ad una poco efficace gestione dei fondi dell’università? Una mancata volontà di permettere l’accesso a tutti gli studenti, per una incapacità organizzativa? Una mancata volontà dei docenti di adattarsi alle necessità degli studenti? “L'Università si apre”… ma per chi? L'udu è convinta che l’utilizzo del numero programmato nella Facoltà di Scienze della Formazione, inoltre, sia una soluzione dettata da questioni contingenti: mancanza di spazi, di fondi e di personale. Non possono essere sempre gli studenti a doversi adattare alle carenze dell’Università. Chiede, pertanto, che sia bloccata l’approvazione del numero programmato, e che sia avviato un processo di smantellamento dello sbarramento all’accesso per il corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. La legge 264/99 prevede l’accesso regolamentato per i corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, in architettura e in scienza della formazione primaria. Prevede l’attivazione del numero programmato anche per “corsi di laurea per i quali l'ordinamento didattico preveda l'utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati”. Scienze della formazione, una delle Facoltà più numerose a Lecce, è relegata in un edificio fatiscente e in comodato d’uso scaduto da anni, lontano dal centro nevralgico della vita universitaria, Gli studi dei docenti e alcune aule risultano arroccati in un edificio dalle condizioni di sicurezza discutibili come quello del Parlangeli, e che a tutto potrebbe essere destinato fuorché alla didattica. E non tralasciamo un’aula magna, dall’acustica pessima in cui centinaia di studenti passano intere giornate di lezioni senza un’adeguata illuminazione, con difficoltà di visuale di slide o altro. Non si può tanto meno sottovalutare la necessità di alcuni studenti costretti ad allenarsi da maratoneti andando da una sede all’altra (ad esempio dall’Ateneo al Cnos) in brevissimo tempo per riuscire a seguire lezioni consecutive dislocate in aule diverse, o da un dipartimento all’altro per imbucare statini o provare a parlare con qualche docente, senza sapere se alla fine della “competizione” possa esserci un traguardo. Le biblioteche non sono sufficientemente grandi e sufficientemente aperte, non abbiamo aule-studio e spesso dobbiamo andare a studiare in biblioteche di altri dipartimenti, in giardino o in qualche aula vuota fino all’inizio della lezione. Non si può trascurare il progetto dell’edificazione di un Polo Umanistico, per la realizzazione del quale la nostra Facoltà deve premere affinché si definiscano i tempi e i modi al più presto. Inoltre occorre considerare che, con l’applicazione della 270/04, anche per Scienze della Formazione, dal prossimo Anno Accademico, saranno obbligatori i test valutativi iniziali. Tali prove fungeranno già da discriminante per l’effettiva immatricolazione ai C.d.L. Altro passaggio di “scrematura” si avrà inoltre all’accesso alle lauree magistrali, con un’ulteriore selezione generata dalla nuova valutazione delle competenze iniziali. Scienze della Formazione risulta quindi una Facoltà destinata a “specializzarsi” verso studenti realmente interessati ad avviare e concludere in tempi dignitosi la propria formazione e conseguente permanenza in Facoltà. Quest’ultima dovrà essere incentivata e agevolata da un’applicazione efficace della 270/04 in termini di adattamento massimo delle prove di valutazione a 18 per lauree triennali e 12 per i corsi magistrali. L’Unione degli Universitari è, quindi, fermamente contraria all’approvazione del numero programmato per i tutti i corsi di laurea di Scienze della Formazione, e all’applicazione del numero chiuso per Scienze e Tecniche Psicologiche e all’abbassamento della soglia di quest’ultimo da trecento a cento unità per l’a.a. 2009/2010. Poiché l’applicazione del numero programmato, sostanzialmente, genera la medesima violazione del dettame costituzionale dell’istituzione del numero chiuso.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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