Si candiderebbe

Si è tenuto ieri il primo degli incontri tra Antonio Memmi ed i “suoi”

Si potrebbe candidare se i cittadini glielo chiedessero. Perché quello è il suo unico interesse: il bene dei cittadini. Da uscente (e da probabile candidato, anche se non lo dice ufficialmente) Antonio Memmi, ieri ha incontrato alcuni simpatizzanti. Per analizzare la Casarano di oggi e di domani

I presenti gli chiedono di candidarsi e lui, dopo aver ringraziato per l'invito, non nega né conferma. Con un giro di parole dice che “sarà disponibile alla soluzione migliore per la nostra città”. Fuori da modestia o da tattiche elettorali: sì, si candiderebbe. C’erano circa 60 persone, ieri, alle 19 nei locali sopra la sede della posta centrale di Casarano (zona giardini Ingrosso). Lì Antonio Memmi, assessore comunale uscente ai Servizi sociali, ha incontrato un gruppo di amici e sostenitori per discutere della situazione politica di Casarano in vista della imminente consultazione amministrativa. “Un’occasione – ha spiegato – per sentire i pareri di una fetta di cittadinanza”. La serata si è snodata tra l’analisi dell’attuale situazione politica della città e gli scenari futuri che si prospettano all’orizzonte. “Oggi non c’è una vera idea di partito – ha analizzato Memmi -; ognuno segue le sue tattiche”. Ecco, appunto, le tattiche. “Sono un democratico”, ha continuato l’uscente, un po’ deluso, così è parso, dalla scarsa considerazione di cui ha goduto all’interno del partito. Lui, che nel Pd ha sempre militato ed ha creduto. Le tattiche. Per cui al giorno d’oggi, quando i partiti politici non esistono più, non è nemmeno così strano che un uomo di sinistra si avvicini a destra e viceversa. “L’ha fatto Ria”, ha detto Memmi. E di Ria si è parlato a lungo, nell’incontro di ieri, tra un punto di programma e l’altro (Memmi non lo chiama “programma”, ma basta andare sul suo sito www.antoniomemmi.it per trovarci un elenco di buoni propositi, diciamo così, da mettere in pratica nel futuro) ed una considerazione personale e l’altra. Deluso, forse alla pari di Memmi, dal proprio stesso schieramento. “Ma insomma, Antonio, ti candidi?”, hanno chiesto dalla platea. “Sono pronto ad assumermi il ruolo che i cittadini consapevoli vorranno riconoscermi.” Anche noi gli abbiamo fatto le stesse domande. Ecco che cosa ci ha risposto. Assessore, sta pensando di candidarsi alla carica di sindaco? “Mi sono dichiarato disponibile alla soluzione migliore per la nostra città. Il che non significa disponibile a fare il sindaco; ho detto che se il mio partito avesse pensato a me, avrei accettato subito senza ipocrisia”. E se ci pensasse un altro partito? “Al momento questo non è possibile in quanto io milito nel Pd. Tutti vogliono il bene della nostra città, poi bisogna fare le scelte. I cittadini non hanno bisogno di eroi ma di amministratori capaci”. Che cosa significa “al momento milito nel Pd”? Qual è, allora, il senso degli incontri che sta organizzando? Sono incontri da candidato sindaco, da assessore, da cittadino? “Da amministratore uscente che sente il dovere di rendere conto alla città del suo operato e di tracciare anche una prospettiva futura”. Ma si candiderà o no? A sindaco o no? “Il mio partito, al momento, ha già un suo candidato”. Non ci sono altri partiti che le fanno la corte? “Onestamente qualcuno sì, ma soprattutto tante persone”. L'impressione è che lei stia valutando proposte e l’appoggio popolare. E’ così? “Sento una grande vicinanza di tanti amici. E poi la politica si può fare anche senza fare il sindaco”. Certo. Ma se le chiedessero di farlo? “Mi sentirò la sentinella della gente se sarò eletto, a prescindere dal ruolo. Se il mio partito riterrà di candidarmi almeno al consiglio comunale mi candiderò, altrimenti valuterò”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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