Chi avvelena paga

L’iniziativa dell’associazione ambientalista

Legambiente propone una class action contro i produttori di diossina. Un’azione collettiva per ottenere il risarcimento dei danni per chi inquina acqua ed aria salentine

Un'azione collettiva per ottenere i danni da chi avvelena l'aria e l'acqua del Salento. E non solo per i danni alle attività economiche ma anche per quelli plausibili e ancora da accertare alla salute umana. La diossina derivata prevalentemente da combustione a basse temperature delle plastiche contenenti cloro, si accumula velocemente e stabilmente nei tessuti, e nel latte materno in particolare, ed è uno dei composti tossici e cancerogeni più potenti. Avvalendosi del proprio Centro di Azione Giuridica (Ceag) curato da Carlo Barone, Legambiente propone un’azione per ottenere l'applicazione piena del principio giuridico del “chi inquina paga”, “finora – commentano dall’associazione ambientalista – raramente applicato in Italia, a beneficio del popolo inquinato”. Il meccanismo è quello della class action, strumento non ancora riconosciuto dalla normativa nazionale (vedi il sito www.class-action.it), che consente alle associazioni riconosciute come rappresentanti dei pubblici interessi di costituirsi per il risarcimento di individui o categorie colpiti da azioni illecite. I danni sotto l'aspetto epidemiologico e sanitario potrebbero essere ingenti, e proprio per fare chiarezza sulla situazione reale e giungere ad una quantificazione, l'associazione del cigno verde sta avviando le azioni legali opportune presso l'autorità giudiziaria.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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