Gallipoli. Riprende il recupero del basolato

Le dichiarazioni di Cacciatori dopo la provocazione dei commercianti

I lavori di ripristino del basolato del centro storico gallipolino sono ripresi dopo circa una settimana di stop. Ma i commercianti avevano già collocato nei paraggi una croce ed un lumino accompagnati dalla scritta: “Città di Gallipoli”

Sono ripresi questa mattina i lavori che da alcuni mesi ormai stanno consentendo al centro storico gallipolino di riappropriarsi del suo antico basolato. L'intervento era stato infatti interrotto lo scorso martedì, all'altezza di piazza della Repubblica, a causa dell'impossibilità della ditta titolare dell’appalto di portare avanti i lavori. Durante il periodo di stop alcuni commercianti del centro storico hanno depositato nel piccolo cantiere dove si stavano realizzando i lavori una croce ed un lumino, accompagnati dalla dicitura “Città di Gallipoli”. Un gesto che è stato fortemente stigmatizzato da Giorgio Cacciatori, assessore al Centro storico. “Si tratta di un atto macabro – ha commentato – che è stato strumentalmente messo in scena perché a più riprese avevo avuto modo di rassicurare il presidente dei commercianti del centro storico sia sull'impegno e sulla vigilanza dell'Amministrazione comunale sia sull'immediata ripresa dei lavori; garanzie – ha puntualizzato – che hanno poi trovato conferma nei fatti. Devo dedurre, pertanto, che sia stata scelta una via che esula dal dialogo ma che evidentemente nasconde finalità politiche, altrimenti non si spiegherebbero gesti che squalificano gli autori”. Cacciatori, che si è definito fortemente “rammaricato e deluso” per l’accaduto, ha evidenziato anche come gesti di tal genere inquinino il necessario e doveroso confronto tra governo locale e cittadinanza. “Noi siamo aperti a rapportarci con la gente – ha detto – perché riteniamo basilare il dialogo con i cittadini, come abbiamo già dimostrato nei vari progetti che stiamo seguendo per la crescita della città, dalla riqualificazione del litorale sud al regolamento per l'occupazione di suolo pubblico. Tuttavia – ha concluso – è inaccettabile questo modo becero di denigrare l'esecutivo, che a ha di quel confronto, anche aspro e critico purché costruttivo, che l'Amministrazione accetta ed auspica e tutto invece di attacco strumentale e pretestuoso”.

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