Amanti diabolici. Trent'anni a testa

Uccisero il convivente della donna nelle campagne di Copertino

Trent'anni a testa ai leccesi Mario Tartaglia e Gabriella Leone, accusati dell'omicidio del copertinese Brizio Camisa. Delitto premeditato: Camisa fu attirato in un'imboscata e ucciso con 26 coltellate

Trent'anni di carcere a testa ai due amanti Mario Tartaglia, 59enne e Gabriella Leone, 37 anni entrambi di Lecce. I due amanti sono stati condannati con l'accusa di omicidio volontario in concorso e premeditato del copertinese Brizio Camisa, 65 anni, massacrato con alcuni fendenti in un casolare fra le campagne di San Pietro in Lama e Copertino nel luglio del 2007. La sentenza è stata pronunciata dal gup Andrea Cazzella che ha confermato le richieste avanzate dalla pubblica accusa. All’origine dell’omicidio ci sarebbe una desolante vicenda di vessazioni, richieste estorsive, induzione alla prostituzione da parte della vittima. Angherie che avrebbero riguardato non solo la donna (sarebbe stata obbligata a prostituirsi e a cedere parte del ricavato), ma anche Tartaglia, noto a Lecce per essere un posteggiatore abusivo il quale aveva intessuto di recente una relazione con la Leone. Per i carabinieri della compagnia di Lecce, l’esecutore materiale dell’omicidio sarebbe stato Tartaglia che avrebbe affondato nel corpo del suo avversario un coltello dalla lama lunga 25 centimetri, sotrattata dai magazzini “Del Coco” di Lecce. I due carnefici avrebbero attirato il loro bersaglio in un casolare abbandonato con la falsa indicazione che avrebbe trovato un carico di droga. In realtà Tartaglia era già appostato nei pressi, predisponendo la fuga con un’autovettura (una Opel Vectra), nascondendo nel podere un coltello ed un spranga in ferro da utilizzare se Camisa si fosse sottratto alla prima aggressione. L’anziano sarebbe stato raggiunto da Tartaglia con almeno ventisei coltellate sia di punta che di taglio in varie parti vitali del corpo provocandone l’immediato decesso per un arresto cardiocircolatorio, la rottura traumatica del cuore, dell’aorta e della milza. I due imputatisono state anche condannati per aver detenuto e portato in un luogo pubblico due coltelli, e una spranga in metallo. Una perizia psichiatrica ha stabilito che sia Leone che Tartaglia fossero capaci d'intendere e volere al momento della pianificazione e dell'esecuzione dell'omicidio. Un processo con tempi da primato, perizie comprese, così come rapide sono state le indagini. Unico aspetto positivo in una vicenda così crudele e triste.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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