Ugento. Minenna: “Scarichi illeciti nel Bosco dei Romani”

L'interrogazione dei Comunisti italiani

Scarico illegale di acque di vegetazione e sansa nel Bosco dei Romani, in pieno parco naturale. Angelo Minenna, consigliere ugentino dei Comunisti italiani, interroga l'Amministrazione

Angelo Minenna, consigliere comunale di Ugento per il Partito dei Comunisti italiani, denuncia lo scarico illegale di acque di vegetazione e sansa nel Bosco dei Romani, ricandente nell'area del parco naturale. Riportiamo di seguito il testo integrale dell'interrogazione inviata da Minenna a Massimo Lecci, assessore all'Ambiente. Partito dei Comunisti Italiani Sezione di Ugento Il Consigliere Comunale Alla cortese attenzione dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Ugento avv. Massimo LECCI. Oggetto: interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta. Versamento illegale di acque di vegetazione e di sansa presso contrada “Fondi Romani” in agro di Ugento. Ugento, lì 18 feb. 09 Egregio Signore, per sapere, premesso che: – Secondo le ripetute segnalazioni di cacciatori ed agricoltori della zona, da lungo tempo una pregiata porzione di macchia mediterranea, in pieno Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, presso la località meglio conosciuta come “Bosco dei Romani”, è interessata ad uno smaltimento illegale di acque di vegetazione prodotte dai frantoi oleari, meglio nota come “sintina”, rinveniente dalla lavorazione delle olive e dalla produzione del suo prodotto principale, cioè l’olio. – Tale scarico illegale di sansa e di acque di vegetazione dei frantoi oleari, è avvenuto nel cuore del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento” e, secondo alcune testimonianze di agricoltori proprietari di fondi nella zona, non sarebbe né il primo, né l’ultimo a danno della zona del “Bosco dei Romani”, conosciuta non solo per la presenza di quercete e macchia mediterranea secolare, ma presente nella memoria degli ugentini per alcuni fatti storici, di antica memoria, lì avvenuti in seguito all’occupazione romana della Messapia. – Tale abbandono di acque di vegetazione e di sansa, oltre a costituire un reato ambientale e non una semplice violazione amministrativa, costituisce, insieme al taglio indiscriminato di specie arboree e all’abbandono illegale di rifiuti e materiale di risulta, una delle ferite che vengono inferte materialmente al Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, istituito da circa due anni e mai completamente decollato. Tutto quanto sopra premesso, CHIEDO quali misure intende porre in essere l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Ugento, in termini di controllo e di vigilanza ambientale, per evitare che simili episodi possano ripetersi, per giunta in pieno Parco Naturale, e, oltretutto, se non si ritiene urgente una costituzione in sede giudiziaria, da parte del Comune di Ugento, per questo scellerato episodio di scarico illegale di sottoprodotto di lavorazione dei frantoi: ciò infatti, per l’effetto di rapido essiccamento del terreno che porta lo scarico del suddetto prodotto, soprattutto in quantità indiscriminata ed incontrollata, potrebbe costituire danno ambientale per il territorio del Parco Naturale “Litorale di Ugento”, ai sensi dell’art.13 della legge 349/1986 e del vigente Testo Unico Ambientale n°152/2006. Distinti Saluti, Angelo MINENNA

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