Siciliani di Lecce. Al rush finale

I presìdi per la tecnologia nella didattica

Si sono concluse nei giorni scorsi, al Liceo “Siciliani” di Lecce, le iniziative di formazione del personale docente, rientranti nel Piano Integrato d’Istituto 2007/2008 e finanziate col Fondo Sociale Europeo-P.O.N “Competenze per lo Sviluppo”(2007-2013)

di Paolo Palomba L’Istituto di Via Leuca, con note ministeriali del 20.12.2007(prot. n. AOODGAI/5809) e dell’11.04.2008(prot. n. AOODGAI/3105), è stato individuato Scuola Presìdio per il supporto alla formazione degli insegnanti di ogni ordine e grado. Tale ambito di intervento, nel caso di specie, ascrive 2 percorsi di educazione permanente (Codici E-2 – FSE – 2008-156/ E-2 – FSE – 2008-196), che hanno impegnato 35 docenti del Salento, in situazioni integrate di e-learning e formazione d’aula, funzionali al miglioramento qualitativo del servizio scolastico. Per individuare le risultanze di tali ipotesi di lavoro, i docenti Palma Buongiorno e Giorgio Barba – rispettivamente tutor del corso 1 e 2 – hanno rilasciato all’Esperto in Pubblicità del “Siciliani” un’intervista a più voci, finalizzata ad individuare le risultanze degli interventi interistituzionali. 1.Professoressa Palma Buongiorno, quale modello di formazione è stato sperimentato nel processo formativo che l’ha vista impegnata come tutor? R. – Il modello metodologico-didattico sperimentato è stato di tipo integrato, con momenti di formazione on line ed in presenza; si tratta di un modello operativo utilizzato dall’ANSAS fin dal 2001, ma evolutosi negli ultimi tempi in una dimensione più collaborativa. Il curricolo ha permesso al singolo corsista di organizzare in modo autonomo, all’interno dell’itinerario formativo proposto, il proprio progetto di formazione. 2.Professor Giorgio Barba, come hanno operato le istituzioni scolastiche impegnate nel processo di insegnamento/apprendimento sulle “Tecnologie per la didattica” ? R. – I gruppi di insegnanti che hanno progettato percorsi validi, da sperimentare nelle scuole di appartenenza, con i rispettivi alunni, sono stati tre. I docenti dell’Istituto comprensivo di Corigliano hanno lavorato su un percorso denominato “We live here”, che prevede l’uso integrato di fotocamera, internet e servizi di “Panoramio – Google earth”. I docenti dell’Istituto comprensivo di Veglie, invece, si sono cimentati con “Pietre Vive”, progetto che prevede, oltre ad un gemellaggio on line nell’ambito dell’esperienza di e-twinning con gli studenti di Alberobello, uno studio particolareggiato sulle costruzioni a secco del Salento (“caseddhi”, “pagghiare”). 3.Nel Vostro intervento di tutoraggio, come avete pianificato l’ambiente educativo di apprendimento? (Palma Buongiorno) – L’ambiente di formazione proposto è stato pensato in modo aperto e interattivo, per favorire lo sviluppo professionale di chi opera nel campo scolastico, con l’utilizzo di strategie atte a sollecitare il fare e l’agire dei corsisti. I diversi tipi di risorse (attività, materiali di studio, forum) hanno consentito di avviare una pluralità di momenti formativi, alternando e correlando pratiche didattiche, aspetti teorici del fare educativo e riflessione sulle esperienze laboratoriali, in rapporto alla sistematizzazione delle stesse. (Giorgio Barba) – L’ambiente di apprendimento preparato da Ansas (ex Indire) offriva materiale didattico diviso in quattro aree: IN RETE CON LA SCUOLA; RISORSE DIGITALI E DISCIPLINE; LA LAVAGNA DIGITALE IN CLASSE; COMUNICARE CON LE TIC. In ogni area, numerose erano le proposte di attività e gli studi di caso che hanno guidato i docenti ad una scelta consapevole del proprio percorso, da pianificare soprattutto nella fase di orientamento, prima della stesura del progetto.

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