Porto Cesareo. Un progetto socio-ambientale

L’arte dell’intreccio del giunco ed altre fibre vegetali

La programmazione progettuale consiste nell’utilizzazione di varie specie vegetali presenti nella Riserva Naturale Orientata Regionale di Porto Cesareo ed in particolare in un area di circa tre ettari che il Comune di Porto Cesareo ha messo a disposizione delle associazioni

Continua l'impegno in materia ambientale del Comune di Porto Cesareo. A dare notizia ufficiale di una nuova importante progettualità il presidente del consiglio comunale Jonico e delegato ai parchi Eugenio Sambati. “Il progetto è stato presentato nell’ambito del “Bando 2008 – Perequazione per la progettazione sociale Regione Puglia” -spiega l'avvocato Sambati- . L'idea ed il compito progettuale è quello di accompagnare le associazioni nell’elaborazione e nella gestione dei progetti, che nel caso specifico cesarino sono stati affidati ai Centri Servizi Volontariato (C.S.V.)”. Il progetto vede quale soggetto responsabile della partnership il Circolo di Legambiente di Gallipoli che ha come partner locali diversi soggetti dall'Associazione G.O.Vo.S. (Gruppo Operatori Volontari della Sofferenza), al G.R.E.M.N. (Protezione civile) dall’Associazione di Protezione ambientale “Cavalieri d’Arneo” al Circolo di Legambiente di Porto Cesareo. Con il progetto collabora come partner istituzionale anche l’Università degli Studi di Lecce – Orto botanico ed il Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità (S.F.I.D.A.). Il progetto registra altresì come erogatore un importante azienda di livello internazionale quale la “Nardò Techinical Center S.r.l. che è leader mondiale del collaudo dei veicoli. La programmazione progettuale consiste nell’utilizzazione di varie specie vegetali presenti nella Riserva Naturale Orientata Regionale di Porto Cesareo ed in particolare in un area di circa tre ettari che il Comune di Porto Cesareo ha messo a disposizione delle associazioni. “ Abbiamo voluto e realizzato fortemente questo progetto -spiega il presidente del consiglio Sambati-. Con questa vera e proprio arte dell’intreccio del giunco ed altre fibre vegetali che crescono nella nostra riserva terrestre intendiamo infatti sensibilizzare le comunità locali ad usufruire, in modo ecosostenibile, degli habitat che vi si sviluppano mediante la riqualificazione dei giuncheti ed altre specie vegetali e nel contempo, offrire l’opportunità di investimenti mediante la produzione di oggetti artigianali tipici da utilizzare anche per l’arredo delle case. Prevediamo nel corso delle attività programmate la realizzazione di un centro espositivo che avrà come contenitore la splendida cornice urbanistica di Torre Lapillo e la creazione di una Cooperativa dedita alla promozione ed alla commercializzazione dei prodotti. Nella realizzazione del progetto sarà coinvolto l’Orto Botanico dell’Università del Salento, al fine di conoscere le specie vegetali, i loro ritmi riproduttivi e permetterne la raccolta controllata”.

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