Villa sequestrata? Intanto scaviamo una piscina

I carabinieri di Martano hanno arrestato i propietari

Una coppia arrestata dai carabinieri di Martano per violazione dei sigilli apposti lo scorso 30 maggio 2007 su una villa abusiva a Castrignano dei Greci. Marito e moglie lavoravano alle rifiniture della casa sequestata

Quello che si rischia con un sequestro penale ed una violazione di sigilli è stato sottovalutato dalla famiglia Stampete di Cursi. La villa era finita sotto sequestro il 30 maggior del 2007. Ma nonostante tutto, in barba alle rigide disposizioni della Procura, avevano deciso di proseguire nei lavori di ampliamento. Piscina compresa, di cui esiste tanto di scavo. E così, per i due coniugi è scattato l’arresto. Ma il divieto di mettere piede in quella costruzione era già stato violato una prima volta: il 18 gennaio scorso la donna fu denunciata per violazione di sigilli perchè, pur essendole stata affidata la custodia giudiziaria dell'immobile, ci era andata a vivere con tutta la famiglia. Nei guai finirono anche il marito ed il dirigente dell'ufficio Tecnico comunale di Castrignano: il primo per aver trasportato nella casa sequestrata due fucili da caccia senza norma di legge, l'altro denunciato per omissione di atti d'ufficio per non aver intimato nei termini previsti di abbattere la villa. La prima denuncia non è servita per spaventarli. L'altro ieri mattina la polizia municipale ha notato nella loro villa alcuni operai che lavoravano alla rifinitura dell'immobile. Era stato fatto anche lo scavo per una piscina. La Municipale ha avvisato i carabinieri, che sono così andati a verificare, trovando effettivamente i proprietari e diversi operai che stavano rifinendo e completando gli ultimi lavori per rendere completamente abitabile la villa. Sentito il magistrato titolare dell’indagine, Giovanni Gagliotta, e quello di turno, Guglielmo Cataldi, la donna è stata tratta in arresto. Condotta prima in caserma a Martano e poi a Maglie, sede della compagnia, proprio mentre i militari provvedevano alle cosiddette formalità di rito, che contemplano fra le altre cose il fotosegnalamento, ecco che alla centrale operativa è giunta una seconda chiamata: sembra infatti che il marito, che ormai avrebbe comunque dovuto pagare gli operai, avesse impartito l’ordine di proseguire nei lavori. Come se a fosse accaduto. La pattuglia è di nuovo partita da Martano per raggiungere la villetta di Castrignano dei Greci e condurre anche il coniuge Stampete, in caserma per gli stessi adempimenti burocratici già svolti della moglie, prima di portarlo in carcere.

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