Abbattiamo il muro dell’omertà

La società civile contro l’illegalità

Oggi alle ore 16.00 ad Ugento una marcia silenziosa per riaffermare i valori comuni di sicurezza e giustizia. Tra i promotori Tribunale dei diritti del malato di Casarano, comitato civico “Io Conto” di Ugento, associazione “Vivere insieme” di Casarano, con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato Salento

Sottolineare che il bene comune si costruisce partendo da una autentica cultura della legalità, del rispetto delle leggi, e anche dalla capacità di fare verità: questo l’obiettivo della manifestazione “La società civile contro l’illegalità”, che si terrà oggi pomeriggio, a partire dalle ore 16, organizzata da “Cittadinanza Attiva -Tribunale dei diritti del malato” di Casarano, comitato civico “Io Conto” di Ugento, associazione “Vivere insieme” di Casarano, con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato Salento. Una marcia silenziosa, quella che si svolgerà ad Ugento, dove nel giugno scorso è stato ucciso il consigliere Peppino Basile e dove il parroco, don Stefano Rocca, è oggetto di minacce di morte e telefonate minatorie, ma anche lettere anonime di chi vorrebbe agevolare le indagini della magistratura ma non può esporsi direttamente. “Proprio ieri ho ricevuto un’altra lettera anonima di questo genere – afferma don Rocca -. E’ stata giudicata attendibile, e si tratta dello stesso cittadino che mi ha già scritto nei mesi scorsi con l’intenzione di fornire indicazioni utili allo svolgimento delle indagini. In questa lettera la persona che scrive dice chiaramente di non poter parlare liberamente per non mettere a rischio la propria vita. E’ positivo certamente che, anche sulla base dei miei ripetuti appelli alle coscienze dei cittadini, ci sia la volontà di andare oltre il muro di omertà, ma rimane grave il fatto che si possa parlare solo in forma anonima. Ma tutto questo certamente non spaventa né me né le persone della società civile che in questi giorni stanno organizzando con me la manifestazione. Continueremo a fare il nostro dovere”. Alla manifestazione parteciperanno il prefetto di Lecce Mario Tafaro, il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, tutti principali responsabili delle forze dell’ordine, ed è prevista anche la partecipazione dei 101 comuni della provincia, con i relativi sindaci e gonfaloni. La marcia partirà dal Palazzo Municipale per arrivare a Piazza Italia, con l’intento di dare il segnale di una società salentina che vuole andare avanti e costruire un futuro più libero, più vero, più giusto. “La società civile si muove e si fa sentire per avere sul territorio più giustizia, legalità e sicurezza rispetto ad una recrudescenza di episodi di illegalità e minacce – sottolinea con forza Anna Maria De Filippi, presidente di Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato di Casarano –. Vogliamo una Puglia solare in cui regni la pace e la giustizia. E’ proprio in circostanze come queste, per questioni che riguardano il bene di tutta la collettività, che il volontariato è chiamato a dare una risposta forte, a far sentire la propria partecipazione compatta, al di là delle singole aree di intervento e settori in cui ciascuno porta avanti la propria attività”. La manifestazione di Ugento vuole anche “richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità della lotta alla corruzione – aggiunge Vito Rizzo, presidente del comitato civico “Io Conto” di Ugento –. Dopo l’uccisione del consigliere Peppino Basile e le successive minacce di morte nei confronti del parroco don Stefano Rocca, assistiamo a profonde lacerazioni politiche che continuano a dividere la comunità mettendo in serio pericolo la democrazia”. Di fronte “ad una società civile che nel nostro territorio si organizza per promuovere coscienza sociale e cultura della legalità e della responsabilità, assistiamo alla risposta di un’organizzazione di potere orientata a conservare lo status quo – sottolinea Luigi Russo, presidente del Csv Salento –. Il coraggio delle persone che vanno avanti è comunque un segnale che il Salento sta tentando di uscire da quello stato di sonnolenza ipocrita anticamera della cultura omertosa, e si dirige, con l’impegno soprattutto dei volontari e della Chiesa, verso una società responsabile e onesta”.

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