Una lingua dei segni. Per legge

La proposta di legge di Lisi

Riconoscere la lingua dei segni e istituire la figura di interprete di questa espressione primaria della comunità dei sordi. Lo chiede Ugo Lisi, deputato del PdL, alla Camera

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Lo sancisce l'articolo n.3 della Costituzione italiana. In linea con i dettami costituzionali, insieme alle colleghe Beatrice Lorenzin e Melania De Nichilo Rizzoli, Ugo Lisi, deputato del PdL, ha presentato alla Camera una proposta di legge che riconosca la lingua dei segni (Lis) quale espressione primaria della comunità dei sordi e che istituisca la figura di interprete della lingua dei segni. Il Parlamento europeo è intervenuto su questo argomento con due diverse risoluzioni, la prima nel 1988 e la seconda nel 1998 e, in entrambi i documenti, ha esortato gli Stati membri ad intraprendere azioni volte ad abolire ogni ostacolo possibile all’utilizzo della lingua Lis. Con la proposta di legge di Lisi si dispone il riconoscimento della Lis quale lingua non territoriale delle persone sorde; l’istituzione di un Registro nazionale degli interpreti Lis presso il Ministero della Giustizia al fine di garantire l’idoneità delle organizzazioni che forniscono la formazione per queste figure professionali e, infine, viene data delega al Ministero dell’Istruzione di predisporre un Piano nazionale didattico, definendo insegnamenti, programmi e competenze per le diverse figure professionali di interprete della Lis, modalità operative, monte ore e procedure di verifica per il rilascio degli attestati di abilitazione. “In adempimento a quanto richiesto dalla Comunità europea – aggiunge Lisi – abbiamo ritenuto ragionevole chiedere un intervento sul servizio pubblico televisivo per garantire una maggiore fascia di programmazione per le persone sorde, in special modo per trasmissioni di interesse generale quali notiziari e programmi di tema politico”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!