Tangenziale di Casarano. Non solo una strada

La presentazione ufficiale del primo stralcio del progetto

Un’opera dell’artista minimalista Donald Judd ha ispirato i sei cubi sottostanti il viadotto della tangenziale vicino alla zona “Vora”. In questi spazi saranno create strutture di aggregazione sociale, collegate alle previste piste ciclabili e al “Parco degli ulivi”

Spazi di socializzazione sotto il viadotto e piste ciclabili. La nuova tangenziale di Casarano, i cui lavori sono iniziati nello scorso mese di settembre, non è soltanto una strada, ma è anche altro. E’ soprattutto “un modello progettuale innovativo unico in Italia”, come l’ha definito Sabina Lenoci, uno dei progettisti, per il rispetto del paesaggio, che è stato adottato dagli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri di Lecce. Il progetto relativo al primo stralcio dell’opera è stato presentato alcuni giorni fa ai cittadini da Flavio Fasano, assessore provinciale a Strade ed edilizia, da Remigio Venuti, sindaco di Casarano, e dai progettisti. “Una strada con l’anima”, così l’ha definita Fasano, sottolineando la sua portata innovativa in tema ambientale. “In genere una strada è senz’anima, ma questa è diversa – ha proseguito l’assessore – perché siete stati bravi ad immaginare non una barriera, ma un’opera funzionale e di aggregazione sociale”. Fasano ha ricordato che il progetto, relativo al primo stralcio (che si snoderà tra la Casarano-Taurisano e la zona “Vora”), è stato finanziato per 9.200.000 euro. “E’ la prima volta – ha commentato Salvatore Baglivo, in rappresentanza dell’Ordine degli architetti – che una strada non costituisce una cicatrice nel paesaggio, ma fa paesaggio. Credo che questo debba diventare un paradigma per tutte le grandi infrastrutture”. Il sindaco ha sottolineato che “la città attende quest’opera da decenni, per la sua importanza e per il suo utilizzo, e che essa è attesa non solo dai casaranesi, ma anche da tutti i Comuni dell’hinterland”. Uno dei progettisti, Michelangelo Monaco, ha rilevato che il progetto all’inizio era “molto brutto, in quanto la tangenziale si presentava come una diga. In genere le aree sotto i viadotti – ha spiegato il progettista – in quanto pubbliche, non sono utilizzate e vengono abbandonate; l’idea che abbiamo avuto è quella di trasformare queste aree in strutture di aggregazione”. Un’opera dell’artista minimalista Donald Judd ha ispirato i sei cubi sottostanti il viadotto della tangenziale vicino alla zona “Vora”. In questi spazi saranno create le strutture di aggregazione sociale, collegate alle previste piste ciclabili e al “Parco degli ulivi”. I progettisti hanno previsto tre paesaggi (“dalla piana alla serra”; “il mosaico agricolo” e “il parco urbano”), stabilendo per quest’ultimo un percorso collegato alla stazione ferroviaria e alla chiesa di Casaranello. “Abbiamo eliminato ogni possibilità di sosta sulla strada – ha spiegato Lenoci –per indurre i visitatori o i turisti di passaggio ad entrare in città”. La progettista ha lanciato un appello agli attuali e ai futuri amministratori e ai cittadini affinché vigilino sull’attuazione rigida del progetto. “Altrimenti – ha detto Monaco – la tangenziale di Casarano sarà una strada come tutte le altre”.

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