“Meno acreolina che nelle patatine fritte”

L’intervento di Marena in seguito alle dichiarazione di Serravezza

Mario Marena, responsabile dei progetti biomasse di Italgest ribatte alle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Giuseppe Serravezza, presidente Lilt Lecce. “L’Enea – dice – ha escluso la presenza di acreolina nei prodotti della combustione delle nostre centrali”

Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Giuseppe Serravezza, Presidente Lilt Lecce, Mario Marena, responsabile dei progetti biomasse di Italgest, interviene precisando che “già nell’istruttoria pubblica tenutasi nel Comune di Lecce nel mese di luglio di quest’anno, Scoditti dell’Enea, in anticipo sulle considerazioni di Serravezza escludeva la presenza di Acreolina nei prodotti della combustione delle Centrali Italgest”. Di seguito, le considerazioni di Marena. Mi colpisce la ostinazione del Serravezza nel trovare ogni giorno uno spauracchio diverso da offrire alla pubblica opinione come feticcio contro le nostre centrali. Prima furono le nanopolveri, poi gli NOx, poi erano belle le centrali a biomassa, purché piccole, oggi vanno bene gli inceneritori dei rifiuti. E, mano a mano, che con determinazione scientifica gli vengono disarmate le sue considerazioni tira fuori dal cilindro nuovi fantasmi. L'Acreolina, questa sconosciuta, novella Carneade che viene a turbare i nostri sonni. Peccato che se ne forma di più in casa nostra, quando friggiamo le patate che quando i motori delle nostre Centrali utilizzano gli oli vegetali grezzi; infatti nei fumi delle centrali ad olio vegetale essa è praticamente assente. Il perché è semplice: perché nei motori la temperatura di combustione è di molte centinaia di gradi superiore al punto di fumo degli oli (ben noto alle nostre massaie). I motori vengono avviati da freddo con olio combustibile leggero e poi, una volta a regime, utilizzano gli oli vegetali. E questo regime viene mantenuto, in quanto il motore gira lento e tranquillo senza né accelerate né frenate. Mi colpisce la “solitudine” di Serravezza che, solo soletto, combatte contro gli scienziati e le Comunità politiche mondiali. I quali, all'unisono, si sono espressi a favore delle energie da biomasse e non hanno riconosciuto la caratteristica del “rinnovabile” agli inceneritori dei rifiuti. Le biomasse, insieme alle energie da fonte eolica e solare, sono i nostri baluardi contro i cambiamenti climatici. Veramente con i nostri progetti possiamo dare un contributo significativo al problema del surriscaldamento del pianeta e insieme a Coldiretti riconvertire le coltivazioni senza più mercato. Mario Marena responsabile progetti biomasse Italgest

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