Straordinari consulenti. Tre milioni di extra nella sanità leccese

Straordinaria sanità e compensi extra

Arrotondamenti d’oro. Per il “lavoro straordinario in pronta disponibilità”, svolto cioè fuori dall’orario di servizio e solo per le urgenze ed eccezionalità, con ammalati gravi e che siano degenti molti dipendenti percepiscono un vero e proprio secondo stipendio. Ecco tutti gli importi su cui Scoditti chiede conto

All’indomani della sua nomina a direttore generale della Asl di Lecce, Guido Scoditti ha cominciato a volerci vedere chiaro sui diversi milioni spesi negli ultimi due anni dalla sanità leccese in consulenze esterne e straordinari del personale (medici e non). All’epoca era commissario straordinario Rollo che ora, direttore generale a Brindisi, lì ha preso il posto di Scoditti. Così, quando Paola Ciannamea, direttora del personale della Asl, ha verificato i costi sostenuti nel 2007 per il personale di servizio (medici, infermieri, tecnici ed amministrativi) ha notato che, solo negli ospedali di Gallipoli, Scorrano e al “Vito Fazzi” di Lecce (a Maglie solo un caso) vi erano delle impennate che riguardavano il “lavoro straordinario in pronta disponibilità”, svolto cioè fuori dall’orario di servizio e solo per le urgenze ed eccezionalità, con ammalati gravi e degenti. Solo al “Fazzi” la Ciannamea riscontra una spesa di più di 200mila euro nel 2007 per “pronta disponibilità”, con una serie di medici che arrivano tutti a quasi 800 ore l’anno e incrementi stipendiali di oltre 20mila euro ciascuno. Nell’ospedale di Gallipoli registra una spesa complessiva per “pronta disponibilità” di 190mila euro. A quel punto Scoditti e Franco Sanapo, direttore sanitario della Asl, scrivono una lettera ai tre nosocomi con la quale chiedono spiegazioni ai primari sui criteri con cui si è ricorso agli straordinari. Alla lettera allegano l’elenco dei dipendenti e dei compensi percepiti per tutti gli “extra”, sui quali intendono far luce. La risposta del sindacato è inaspettata: divulga a sua volta un altro elenco, come a dire “perché puntare il dito sui dipendenti? Altrove, la spesa è maggiore”. E’ l’elenco di tutti i 96 consulenti e i relativi importi, elenco peraltro già pubblicato on line da Scoditti ottemperando all’obbligo di trasparenza (unica amministrazione pubblica nel Salento, insieme al Pit9) imposto dalla finanziaria di quest’anno. Il sindacato chiede poi le dimissioni di Sanapo “avendo omesso – scrive la Cisal provinciale nella lettera inviata ai giornali – di fornire parere obbligatorio al direttore generale su tutti gli atti relativi alle materie di competenza”. Tra consulenze e straordinari la Asl della gestione Rollo ha speso oltre tre milioni in meno di due anni. Alle consulenze si è attinto per le più svariate esigenze: il totale ammonta a 2.422.664,16. di questi poco meno della metà, 869.488 euro, provengono da fondi regionali destinati a “progetti di piano” per l’attuazione del piano regionale della prevenzione 2005-07; per l’organizzazione e collegamento dei centri di eccellenza; per l’implementazione delle attività relative allo studio e al controllo del rischio clinico; per l’attivazione del flusso informativo corrente per la gestione dell’assistenza nelle residenze sanitarie. E si va da un minimo di 823,80 euro percepiti da Chiara Mazzotta, infermiera professionale ad un massimo di 81.000 euro conferiti ad Antonio Macagnino, esperto qualificato per la sorveglianza fisica su apparecchiature radiologiche, passando per i 48.210.67 euro percepiti da tre assistenti religiosi (sic!). E poi ci sono gli straordinari, per un totale di 467.359,59 euro in tre soli ospedali. Nell’Ospedale di Scorrano, a guardare i tabulati che la Asl ha inviato ai primari, per l’anno 2007, sono state effettuate circa 500 ore di “pronta disponibilità” a testa per 5 tecnici di radiologia, Giovanni Montagna, Rosaria Cambò, Flavio Fracasso, Luciano Rizzo e Mario De Giorgi, con una spesa complessiva di oltre 50.000,00 euro. A Maglie 21.649,41 per un medico di Radiologia, Roberto Santoro. Nell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, vi è stata una spesa per “pronta disponibilità” di 206.605,22 euro. Qui brilla, tra le altre, una spesa di 22.050,45 euro, pari a ben 796 ore di “pronta disponibilità” che un medico di “Urologia II”, Sergio Serio, risulterebbe aver effettuato nel solo anno 2007. Non da meno il medico di Chirurgia toracica, Angelo Lacitignola, che ha effettuato 790,5 ore per un compenso aggiuntivo di 19.926,33 euro. A Urologia1, sempre al Fazzi, il dottor Umberto Colella pare aver fatto 783,5 ore di straordinario per un compenso di 21.504,98 euro. Tanto per citare i casi più clamorosi che vengon fuori dai tabulati. Nell’Ospedale di Gallipoli, per l’anno 2007, a fronte di una spesa complessiva per “pronta disponibilità” di 194.981,97 euro, spiccano le 1019 ore del medico di Radiologia Salvatore Gabellone, che ha percepito – oltre allo stipendio – 43.121,91 euro in più. Un infermiere del Blocco operatorio, Cosimo Cacciatore che risulterebbe aver effettuato, sempre secondo i tabulati Asl, ben 1029 ore di “pronta reperibilità”, percependo in più 22.343,35 euro. Anche altri medici ed infermieri dell’ospedale gallipolino sono da “guinnes” dei primati con ore lavorative extra contratto che vanno dalle 912 alle 396. Scoditti ha ora il difficile compito di districare la matassa: verificare lo “straordinario” ricorso agli straordinari sia stato dettato da effettive emergenze sanitarie e appurare che l’eccezionale utilizzo di consulenti esterni si sia reso necessario per le effettive esigenze di gestione. Intanto i contratti co.co.co e di consulenza pian piano volgono al termine. L’ultimo scadrà i primi mesi del 2010. Ma la sorte per quei 92 consulenti è stata già decisa. Le pulizie di stagione sono iniziate. // Scoditti: “La legge prevede dei tagli” Alla domanda se si sia fatta un’idea del perché il ricorso a tutti quegli straordinari guido Scoditti risponde tranquillo: “Dagli ospedali stanno rispondendo che sono dovuti alla mancanza di personale. Vedremo se è vero o no”. Punta al risparmio, il nuovo direttore generale della Asl salentina, “come si fa a casa – dice – e, a costo di esser preso per pazzo, diffonderò a breve un invito ad una maggiore oculatezza delle risorse assegnate. Bisogna ridurre i consumi di carta, luce, garze, di tutto ciò che è materiale di consumo. Di acqua ed energia”. Tra i 96 consulenti i cui nomi sono stati pubblicati on line, ve ne sono 25 a tempo indeterminato. Anche alcuni avvocati. “Gli avvocati in passato sono stati inquadrati con il contratto nazionale della ‘specialistica ambulatoriale’ – dice Scoditti – che prevede la stabilizzazione dopo un certo periodo”. Avvocati inquadrati come “specialisti d’ambulatorio”. E per questo assunti. Ma che fine faranno i contratti in scadenza? “Gli amministrativi cesseranno; i sanitari, lo dice la finanziaria della Regione Puglia di quest’anno, dovranno essere ridotti del 10%”. E i religiosi? Ci sono consulenze per tre ‘assistenti religiosi’. Risponde Scoditti: “Fitto, all’epoca presidente della Regione Puglia, stipulò una convenzione con l’arcidiocesi, con monsignor Ruppi, per la presenza di queste figure negli ospedali. Secondo la convenzione saranno rinnovati”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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