Omicido Padovano. Trovato lo scooter

Il mezzo era stato rubato il 20 agosto a Gallipoli

E' stato ritrovato in località Torre Sabea (Rivabella) lo scooter sul quale viaggiava il killer di Salvatore Padovano, ex boss della Sacra corona unita, ucciso lo scorso sabato a Gallipoli

Una certezza c’è, nell’omicidio di Salvatore Padovano, 48 anni, da tutti conosciuto come “Nino Bomba”, ex boss della Sacra corona unita, ed è che si sia trattato di un omicidio di mafia. E’ assai probabile, inoltre, se non proprio certo, che l’esecuzione di sabato scorso, che rompe un silenzio che durava dal 2003 (quando un commando del clan di Filippo Cerfeda uccise Antonio Fiorentino a Lecce), possa dare un nuovo inizio ad una guerra di mafia. Intanto nelle mani degli inquirenti c’è uno scooter, quasi certamente quello usato dal sicario di Padovano. Uno Yamaha Majestic 125, rubato lo scorso 20 agosto a Gallipoli, ritrovato in località Torre Sabea (Rivabella), abbandonato sullo sterrato in prossimità della superstrada che porta a Leuca ed a Lecce. A bordo di quel mezzo si sarebbe trovato il killer di Nino Bomba quando, sabato mattina, l’ha chiamato fuori dalla pescheria di famiglia, “Il paradiso del mare”, e dopo essersi accertato che fosse proprio lui l’uomo che cercava, gli ha sparato addosso quattro colpi di pistola calibro 9, di cui due mortali. Gli investigatori credono che l’ordine di uccidere l’ex boss sia arrivato dal basso Salento; ciò spiegherebbe il fatto che il killer, prima di fare fuoco, si sia accertato di aver di fronte proprio Padovano (in città lo conoscevano tutti) e il fatto che lo scooter sia stato rubato a Gallipoli (potrebbe essere stato un modo per depistare le indagini). Salvatore Padovano era stato assolto in Cassazione dall’accusa di aver partecipato il 17 dicembre 1988, all’omicidio del boss Antonio Dodaro, della moglie e del suocero; per droga, estorsione e violenza privata era stato in carcere per 17 anni.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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