Il terzo tempo a Potenza

La dichiarazione di Barba in merito alla decisione del Potenza Calcio

“Gesti distensivi tra gli atleti di opposte squadre, segnali di ospitalità tra le avverse dirigenze, atti di amicizia tra i calciatori e la terna arbitrale non sono vuote forme prive di contenuto”. Lo ha dichiarato Vincenzo Barba, presidente del Gallipoli Calcio, che ha ribadito il suo “sì” al terzo tempo nella partita contro il Potenza

di Vincenzo Barba* Apprendiamo dagli organi di stampa la decisione della dirigenza del Potenza Calcio inerente la possibilità di effettuare il “terzo tempo” al termine dell’incontro di calcio che vedrà contrapposta la compagine lucana al nostro Gallipoli. Dichiariamo, sin da ora, di essere assolutamente d’accordo con la decisione assunta dagli organi dirigenziali del Potenza Calcio, poiché da sempre siamo convinti che tutti gli atteggiamenti che vanno nella direzione della distensione dei rapporti sul rettangolo verde di gioco e sulle tribune siano non solo un grande segno di civiltà sportiva, ma siano anche la condicio sine qua non per rendere lo sport del calcio un grande progetto di carattere sociale. Non a caso fu proprio il sottoscritto, l’anno scorso, all’indomani della bellissima iniziativa con cui la Fiorentina degli amici Della Valle salutò al termine dei 90 minuti la compagine di patron Massimo Moratti, un’iniziativa poi subito ripresa sui campi della serie A e della serie B dalla Lega Calcio, che propose di estendere tale bel gesto anche sui campi dell’attuale Prima Divisione, andando io stesso, in occasione del derby con il Taranto, al fine di stemperare gli animi prima dell’acceso incontro con i cugini, a salutare uno ad uno gli atleti rossoblu. Abbiamo sempre pensato e continuiamo a pensare ancora che gesti distensivi tra gli atleti di opposte squadre (pacche sulle spalle, abbracci e strette di mano), segnali di viva ed effettiva ospitalità tra le avverse dirigenze (con proficue dichiarazioni sugli organi di stampa e con incontri prima e dopo le partite… a prescindere dal risultato), atti di amicizia e simpatia tra i calciatori e la terna arbitrale prima e soprattutto durante le partite, non siano soltanto vuote forme prive di contenuto, ma siano, invece, modalità comportamentali che contribuiscono ad educare i tifosi alla fruizione degli eventi sportivi. Vogliamo anche aggiungere, rivolgendoci agli amici di Potenza, che se il Terzo Tempo da loro ideato è finalizzato esclusivamente a cancellare gli spiacevoli ricordi dello scorso anno, siamo qui da subito ad assicurare che il Gallipoli ha messo nel dimenticatoio ogni evento accaduto nel recente passato, in ossequio a quel principio del vero sport che ci appartiene, e che abbiamo imposto ai nostri tesserati, in base al quale le negatività interne o esterne al rettangolo verde si esauriscono al triplice fischio finale dell’arbitro, al fine di evitare che gli atleti o i dirigenti portino in serbo vetusti rancori che non possono appartenere ad un gioco meraviglioso come quello del calcio. *presidente Gallipoli Calcio Srl

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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