Di castello in castello, di torre in torre

Alla ricerca dei segreti delle vedette sull'Adriatico

Dal borgo di Castro a quello di Caprarica del Capo, un breve itinerario tra due castelli legati allo stesso nome ( “mastro Antonio Renna da Tricase), attraversando uno splendido tratto di scogliera a picco sul mare, scandito da torri costiere del XVI secolo, come vedette sull'Adriatico

Edificato in un sito di lontane origine storiche con fortificazioni messapiche del IV sec. a C. ( rocca romana, bizantina e poi sede di contea normanna), il castello di Castro è attestato nei registri angioini del 1282 ed annoverato, come quello di Ugento, tra le fortezze di importanza nazionale, Punto di approdo strategico,in posizione dominante,inespugnabile con il suo fossato, è situato nei pressi di una chiesa bizantina( X secolo)alla quale è addossata la cattedrale romanica del XII sec.Della prestigiosa sede del vescovato si può ammirare il palazzo di età moderna ( XV-XVI sec.). Più volte rimaneggiato nel corso dei secoli a causa degli assalti e delle incursioni dei Turchi ( XV-XVI sec.). La sua imponente struttura, a pianta quadrata,con baluardi ai quattro spigoli, si presentava quasi distrutta nel 1780. Da Castro, passando per Andrano e Depressa, è d'obbligo una sosta nella piazza di Tricase, sulla quale si affaccia il palazzo principesco dei Gallone ( sede municipale). Le sue torri erano originariamente parti di una fortezza del XVI secolo.Pregevole per le sue opere d'arte la barocca Chiesa Matrice. Poi, via verso gli antichi fortilizi, di Tutino e Caprarica. Dei nove torrioni di cui era munita la cinta muraria di Tutino ( XV sec.),anch'esso trasformato nel lato principale in palazzo signorile, se ne possono ammirare solo quattro, al limite del fossato. Arrivati a Caprarica, dopo aver ammirato l'esterno, occorre visitare l'interno per scoprire una particolarità interessante:l'insieme architettonico ingloba nella sua struttura i resti di una chiesa che presenta caratteri stilistici e decorativi di orgine gotica ( fine XIV sec.).Costruito in carparo, secondo una tipologia di architettura militare di carattere difensivo, a poca distanza dalla costa, risulta della stessa maestranza del castello di Castro.Il fortilizio è infatti opera di mastro Antonio Renna da Tricase. Il suo nome, insieme alla data 1524, era inciso sulla torretta d'angolo destro del prospetto.Una iscrizione riportata da Cosimo De Giorgi, della quale è stato realizzato un calco, essendosi perduto l'originale. Si è invece conservata fino ai nostri giorni la lastra che, sull'architrave di una delle due colombaie, reca incisa la data 1555 insieme al nome di Vincenzo Mellacca. Come per altri castelli, col tempo viene a diversificarsi la sua funzione, essendo in seguito adibito a masseria. Stessa destinazione d'uso del resto ha subito la vicina abazia del Mito, sull'alto della serra, i cui ruderi risalgono all'XI sec.Il percorso sulla scogliera salentina è caratterizzato dalla presenza di torri di avvistamento, erette a poca distanza una dall'altra. Le torri di Miggiano, Capolupo, Andrano, uniscono il litorale ai vicini fortilizi. Siano esse di forma tronco-conica o cilindrica, come quelle di origine medievale,, tra muretti a secco, macchia mediterranea ed oliveti, sovrastano grtte marine dai fondali straordinari.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!