Fatture false. Finanziere ed imprenditore nei guai

Arresti domiciliari per evitare l'inquinamento delle prove

100mila euro di fondi erogati da Sviluppo Italia. E' questo l'ammontare della truffa portata a segno da Alessandro Perrone, finanziere in servizio a L’Aquila, e Massimiliano Rella, imprenditore. Per i due sono scattati gli arresti domiciliari

Per una truffa di quasi 100mila euro con fondi erogati da Sviluppo Italia, ieri mattina sono finiti ai domiciliari Alessandro Perrone, finanziere in servizio a L’Aquila, e Massimiliano Rella, imprenditore, entrambi di 39 anni ed entrambi leccesi. Pare che i due abbiano acquistato con fatture false l’attrezzatura per una palestra, e che ne abbiano pagata solo una piccola parte. Il giudice per le indagini preliminari ha motivato la necessità di applicare la custodia cautelare con il pericolo di inquinamento delle prove. Si tratta di una misura che si rende quanto mai necessaria dal momento che il rappresentante di attrezzature sportive che con la denuncia diede il via alle indagini, il 4 aprile scorso venne picchiato a sangue e costretto a dichiarare più volte che avrebbe ritrattato la sua dichiarazione davanti alla Guardia di finanza. Ma così poi non fece. Per ottenere un contributo a fondo perduto di poco meno di 38mila euro ed un prestito di quasi 84mila 700 euro da restituire in sette anni con un tasso dell’1,22 per cento annuo, la società “Performance Sas” di Rella (amministratore) e Perrone (socio) avrebbe consegnato a Sviluppo Italia una fattura falsa di 106mila 746 euro. Falsa perché risulta emessa dalla “Top Fitness” quando poi i risconti hanno dimostrato che non ci sarebbero stati rapporti commerciali con la “Performance Sas”, che la fattura sarebbe stata sì erogata, ma non dall’azienda leccese, infine che la vendita non è stata effettuata dal rappresentante di attrezzature sportive di Poggiardo, perché aveva già smesso di lavorare per l’azienda del Mantovano.

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