Tirocini formativi down

Parte il progetto della Provincia

La Provincia di Lecce, nell’ambito degli interventi mirati all’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti appartenenti alle fasce cosiddette deboli, più esposte a fenomeni di emarginazione, ha fatto che prevede l’avvio di dieci tirocini formativi a favore di soggetti portatori della sindrome di Down

In Italia nascono ogni anno circa 650/700 bambini down, cioè quasi due al giorno. Il nostro Paese è uno dei pochi in Europa dove ad un miglioramento culturale di queste persone diversamente abili non ha corrisposto un adeguato miglioramento del livello di occupazione. Il progetto, finanziato con 42 mila euro, promosso dal Servizio Politiche del Lavoro di concerto con i Servizi Politiche Sociali e Politiche Comunitarie della Provincia di Lecce, ha preso avvio il 7 aprile scorso e avrà la durata di un anno. Con questa fase di sperimentazione si è scelto di aiutare i ragazzi affetti da questa sindrome perché presentano un ritardo mentale in cui l’esperienza della formazione lavoro, rispetto ad altre patologie, prevede meno ostacoli d’inserimento. I dieci ragazzi selezionati verranno avviati ad un tirocinio pratico della durata di 20 ore settimanali in cui avranno l’opportunità di migliorare le proprie abilità sociali, le loro competenze di lettura, scrittura e calcolo e le loro abilità professionali. Ogni borsa di formazione prevede un rimborso di 300 euro mensili per 12 mesi ed, inoltre, è prevista la presenza di un tutor disabile per affiancare ed accompagnare l’inserimento di questi ragazzi. Una volta completata la formazione ogni soggetto verrà munito di cartellino di riconoscimento e destinato ai singoli servizi. I tirocinanti avranno il compito di affiancare il personale del front office e degli uffici di accoglienza con mansioni di supporto e di accompagnamento degli utenti. “La Provincia ha così voluto superare una concezione assistenzialistica e promuovere un inserimento sociale in grado di migliorare la condizione psico-fisica del diversamente abile. In quest’ottica il lavoro è uno strumento di contatto con la realtà concreta, attraverso il quale si favorisce un meccanismo di assunzione delle proprie responsabilità, di riconoscimento dei propri diritti e dei propri doveri”, dichiara l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Luigi Calò.

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