Il fatto non sussiste. Assolto Giangreco

La Corte d'Appello ribalta la sentenza di primo grado ed assolve Giangreco dall'accusa di omicidio preterintenzionale

Piero Giangreco assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale (art. 589 c.p.) perché il fatto non sussiste. Lo hanno deciso i giudici della corte d’Appello di Lecce, ribaltando quindi la sentenza di primo grado che lo condannava a due anni e quattro mesi. La pesante accusa quindi decade e rimane in piedi solo quella di aver ceduto la droga ad un uomo di Barbarano, poi deceduto in seguito alla somministrazione della sostanza letale. Piero Giangreco sta dunque scontando sei mesi ai domiciliari. Dopodiché potrà ricominciare a rifarsi una vita. 11 maggio 2007 Dose mortale. Condannati in due Due condanne per una dose mortale. La sentenza è stata emessa qualche giorno fa dal giudice Pia Verderosa nei confronti di Antonio Sperti, 37 anni, di Barbarano, la frazione di Morciano, e di Piero Giangreco, di 38 anni, di Salve. Il primo è stato condannato ad un anno e cinque mesi (pena sospesa); il secondo a due anni. I fatti risalgono al febbraio del 2000. La vittima è Luigi Martella, morto a 42 anni, già noto alle forze dell’Ordine per contatti con l’organizzazione malavitosa dei fratelli Modeo di Taranto. Nel corso della sua detenzione a Campobasso, Martella aveva ottenuto un permesso ed era rientrato in Salento. A Morciano, suo paese, in particolare, dove è morto a causa di una intossicazione di droga; non ne era un consumatore abituale. La sostanza stupefacente, due confezioni di eroina e di cocaina, gli sarebbe stata ceduta proprio da Sperti e Giangreco, così come emerso dalle dichiarazioni dei testimoni. I due sono stati condannati per lo spaccio e la morte dell’uomo come conseguenza della cessione delle dosi. I familiari di Martella si erano costituiti parte civile con l’avvocato Stefano Chiriatti.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!