L'architettura dimenticata

Torri e castelli d'acqua

Tra le testimonianze relative alla raccolta e alla distribuzione idrica, sono interessanti le torri e i castelli d'acqua disseminati lungo l'intero Salento. Dal 1995, l'artista austriaca Ingrid Simon li riprende con il suo obiettivo

Nel nostro territorio non mancano significative testimonianze di “architettura dimenticata”, per le quali è auspicabile un aggiornato censimento. Tra di esse, risultano interessanti le strutture per la raccolta, l’approvvigionamento e la riserva dell’acqua. Possono passare del tutto inosservate alcune costruzioni risalenti al secolo scorso come i serbatoi dell’Acquedotto pugliese, ancora oggi utili alla distribuzione idrica. Le torri, erette dal 1927 al 1930 per regolare la pressione idraulica funzionale alla erogazione dell’acqua nel territorio circostante, sono dette piezometriche. Allo stesso periodo risalgono le cubiche costruzioni sovrastanti i depositi sotterranei, a volte precedute da enfatiche gradinate. Il più noto contenitore di tali macchinari idraulici ha una forma cilindrica, come colonna scanalata. Si trova a Corigliano d’Otranto (1937-8) ed è opera di Gaetano Minucci (Macerata, 1886-1980), architetto e urbanista, tra i fondatori del Razionalismo. Tutte e due le tipologie, le verticali torri e gli orizzontali serbatoi d’acqua, da tempo attirano l’attenzione di Ingrid Simon, artista di origine viennese,trapiantata nel Salento. Sono infatti oggetto di una sua ricerca fotografica già iniziata in Francia nel 1995.Da tempo interessata a tutto ciò che riguarda il mondo dell’acqua, ed ai sistemi ad essa collegati, Ingrid ci dice: “Le torri mi affascinano in particolare perché si presentano come case su pali, senza porte e finestre, enigmatiche. Poi ho scoperto gli chateaux d’eau (castelli d’acqua).Quando mi è possibile, riprendo tutte le strutture idrauliche, in Calabria come in Salento, e lì dove le trovo”. Le fotografie seguenti (alcune inedite) provengono proprio dall’atelier, nel quale lavora a Gagliano del Capo. Da qui è partita per un’appassionata indagine, ancora aperta a imprevedibili e possibili sviluppi. Corigliano Corigliano Lecce Lecce Lecce Lecce San Cesario San Cesario San Dana San Dana

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!