Quando Lesbo lascia l’isola

Intervista a Monia Dragone, presidente di ArciLesbica Salento

Sentirsi accettate dalla società per loro rappresenta già una vittoria. Eppure non c’è motivo per cui le lesbiche non debbano vivere liberamente la propria identità sessuale. Monia Dragone, presidente del circolo ArciLesbica Salento: “Mi mancano dei diritti sui quali gli eterosessuali posso contare”

“Non mi sono mai sentita discriminata”. Lo afferma, sorridendo, Monia Dragone, 35 anni, contollora di volo. Lesbica. “Visibilmente lesbica – precisa -; anche al lavoro”. Fondatrice, assieme all’amica Carmela, del circolo Arcilesbica Salento “Le pizzicanti”, attivo a Lecce dal 2005. Monia racconta come l’aver preso coscienza della propria identità sessuale sia stata una delle cose più belle che le siano mai capitate, “perché – spiega – mi ha permesso di vivere serenamente la mia condizione”. Comprendere i propri gusti sessuali e non nasconderli alla gente è infatti il primo passo, secondo lei, per affermare se stessi. Naturalmente non è un passo semplice, soprattutto in un Paese che fa finta di non vedere e di non sapere. E, se anche la società ha ormai preso atto dell’esistenza degli omosessuali in generale, e delle lesbiche in particolare, lo Stato non l’ha ancora fatto, dimostrandosi molto indietro rispetto al resto d’Europa quanto a legislazione in merito. (L'intervista a Monia Dragone è, in versione integrale, in edicola sul Tacco d'Italia di aprile)

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