Materia sanità. Poli attacca Vendola

L'ex sindaco commenta le scelte della Regione

Adriana Poli Bortone commenta le decisioni della Giunta regionale in materia sanitaria ed in particolare le decisioni relative alla distribuzione gratuita degli anticoncezionali ed evidenzia le contraddizioni con altre scelte relative, ad esempio, alla campagna di prevenzione per il papilloma virus (HPV)

“Sempre più incomprensibili le scelte in materia sanitaria della Regione Puglia. La distribuzione gratuita degli anticoncezionali alle ragazze, alle donne con basso reddito, alle extracomunitarie ed a quelle che hanno partorito da poco, potrebbe sembrare rivelare una finalità sociale e l’intento di tutelare la salute della donna e soprattutto di fare prevenzione sugli effetti della piaga dell’aborto, rivolgendosi ad una platea di donne che affronta il tema della vita secondo una cultura squisitamente laica. E’ evidente – puntualizza – che da cattolici non condividiamo l’intervento che, come già sottolineato da altri, suona piuttosto come una “moratoria” sulle nascite. Rileviamo ancor più che in tema di priorità di interventi abbiamo scale del tutto differenti da quella del Governatore Vendola. Un esempio? Perché nella campagna di prevenzione per il papilloma virus le adolescenti pugliesi saranno penalizzate rispetto alle coetanee di altre regioni meridionali come la Basilicata o la Calabria? La Giunta Vendola, com’è noto, ha limitato la vaccinazione alle 12enni. Per le altre si profila un “salasso” di circa 500 euro per chi vuole accedere alla vaccinazione, laddove altrove si fa riferimento a fasce d’età più estese e alla compartecipazione sui costi da parte dell’ente regionale. Piuttosto singolare – conclude Adriana Poli Bortone – la classificazione degli “ultimi” di Vendola. Probabilmente una classificazione ragionieristica determinata dalle solite esigenze di Bilancio che Tedesco ogni giorno porta sulla scrivania del Governatore. Sono “ultime” solo le donne che dobbiamo difendere dalla piaga abortiva e non quelle che rischiano una patologia tumorale. Perché? Davvero vorremmo capire i motivi. Si imporrebbero scelte più coerenti e logiche e magari slegate dai numeri e da altre necessità contabili quando si tratta di materie come queste e quando è in discussione la salute e la vita umana.

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