Tac salentino. Nuovo capitolo

Firmato l’Accordo di Programma per il rilancio del Tac nell’area di crisi industriale del Pit9

40 milioni di euro per generare investimenti per oltre 100 milioni sul territorio del Pit9 ed in particolare nelle aree di Casarano e Tricase. Interventi finalizzati al riutilizzo dei lavoratori provenienti dalle imprese dell’area in crisi, con prioritario riguardo a quelli appartenenti al Gruppo Filanto di Casarano. Vendola e Bersani ci hanno messo la firma

E’ iniziata oggi con la firma dei principali attori istituzionali, a livello sia locale sia nazionale, una nuova fase per il Tac salentino. A Roma, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, e Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, hanno dato ufficialmente vita all’Accordo di Programma per l’attuazione coordinata dell’intervento nell’area di crisi industriale del Pit9, ad elevata specializzazione nel settore tessile, abbigliamento e calzaturiero. I punti previsti dall’accordo sono stati elaborati d’intesa con Regione Puglia, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro, Provincia di Lecce, Comune di Casarano, Confindustria Lecce e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Grazie all’Accordo, che prevede 40 milioni di euro di parte pubblica si potranno generare investimenti per oltre 100 milioni di euro sul territorio del Pit n. 9 ed in particolare nelle aree di Casarano e Tricase. Il documento, infatti, prevede una serie di misure e di interventi per il riutilizzo dei lavoratori provenienti dalle imprese dell’area in crisi, con prioritario riguardo a quelli appartenenti al Gruppo Filanto di Casarano. “Aver firmato l’Accordo prima delle Elezioni Politiche – ha dichiarato Sandro Frisullo, vicepresidente della Regione – non è stata una forzatura elettoralistica, ma una garanzia per le imprese e per i lavoratori che il prossimo Governo, chiunque vincerà, avrà un vincolo formale e un obbligo da cui non potrà prescindere”. // Abbiamo agito per tempo Remigio Venuti, sindaco di Casarano, capofila Pit9 “L’Accordo di Programma sottoscritto oggi a Roma rappresenta per il nostro territorio un risultato importantissimo e corona il lavoro di anni. Aver immaginato per tempo il riposizionamento del sistema sociale ed economico, senza trascurare quei settori del manifatturiero maturo che non intendevano restare sconfitti dinanzi alle sfide della globalizzazione, ci ha permesso di rispondere alla crisi che ha attraversato il nostro territorio e le nostre comunità con strumenti forti e strategici, che oggi consentono i primi importanti risultati. Rispondere alla crisi, e contemporaneamente innovare, rafforzando il ruolo delle amministrazioni pubbliche come motore di crescita e di sviluppo, stringendo un’alleanza tra istituzioni, imprese, cittadini, infrastrutturando il territorio: sono queste le parole d’ordine che ci hanno ispirato, e che hanno consentito agli osservatori nazionali più importanti di considerare eccellente il nostro lavoro. Stamane un altro fondamentale tassello si è aggiunto, per consentire stavolta al tessuto economico di affrontare nel modo più adeguato le difficoltà, stringendo rapporti con altri sistemi produttivi, definendo progetti industriali adeguati, e così riaccogliendo anche nel mondo del lavoro e della produzione quanti in questi anni, purtroppo, erano stati costretti ad uscirne, pur avendo accumulato un sapere e un sapere fare di enorme valore. Se questo è potuto accadere non va ascritto ad un singolo, ma a tutti quei sindaci che in questi anni hanno puntato sugli strumenti integrati per lo sviluppo del territorio, a tutti quegli Enti – Provincia, Regione, Governo – che hanno guardato al Sud Salento con interesse condividendone scelte e strategie, e all’intera rete partenariale che ha condiviso con noi l’idea di un territorio intenzionato a crescere, a svilupparsi, a proiettarsi nel futuro. Un ringraziamento non formale va dunque da parte mia al Ministro Bersani, al presidente Vendola e al vicepresidente Frullo, al presidente Pellegrino, a Confindustria, e anche al ministro D’Alema che, sia pure lontano dai riflettori, ha sostenuto questo percorso e questo Accordo, lavorando perché accadesse”.

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