San Marco lascia Casarano

Ipe spa la nuova società

La “San Marco spa”, la società concessionaria dell’accertamento, della liquidazione e della riscossione dei tributi comunali, chiude i battenti e lascia la città di Casarano

La società di Lecco, sorprendendo un po’ tutti, per primi gli amministratori locali, ha ceduto il ramo d’azienda del Comune di Casarano ad un’altra concessionaria, la “Ipe spa” che ha sede nella provincia di Foggia. Il passaggio di consegne, come recita l’atto stipulato tra i due soggetti in uno studio notarile di Milano, è previsto per il 1° aprile prossimo, giorno in cui comincia la gestione della nuova concessionaria. La clamorosa decisione è stata comunicata al protocollo di Palazzo dei Domenicani solo venerdì scorso con una lettera indirizzata al sindaco, Remigio Venuti, e alla responsabile dell’Ufficio Tributi, Lucia Giuri. Perché una società esperta, con gestioni in altri comuni anche più grandi del nostro (Lecco e Segrate, per esempio), rinuncia ad un contratto appetibile della durata di 9 anni e con una dote finanziaria potenziale di 3 milioni di euro? E’ la domanda che si fanno tutti in città. E’ probabile che la scelta dei vertici della “San Marco” sia maturata dopo una serie di problemi che la società ha avuto negli ultimi dodici mesi. In primo luogo, le aspre polemiche relative agli accertamenti Ici per le aree fabbricabili, per cui la concessionaria ha subito forti pressioni da parte dei cittadini e delle forze politiche, sia di opposizione che di maggioranza, per tacere dei pessimi rapporti con l’amministrazione comunale. I problemi con gli accertamenti Ici nacquero già con le prime notifiche fatte dalla “San Marco”, la cui gestione partì nell’autunno del 2006. Il concessionario invia centinaia di accertamenti relativi agli edifici senza verificare i casi errati e già archiviati dal precedente gestore. Risultato: numerose contestazioni da parte dei cittadini e aspre polemiche provenienti da tutte le forze politiche, con il conseguente coinvolgimento dell’amministrazione comunale che è costretta a difendere l’operato della società. Ma era solo l’inizio, perché il peggio doveva ancora arrivare. E’ storia degli ultimi 12 mesi il caso degli accertamenti Ici sulle aree edificabili. La “San Marco”, non solo notifica decine di atti palesemente errati, ma “in modo arbitrario” (la definizione è del sindaco) definisce a 30 euro/mq il valore dei terreni agricoli della zona 167 previsti “edificabili” dal Prg. Una decisione fatta senza consultare Palazzo dei Domenicani che, sulla scia delle proteste, è costretto a diminuire quel valore a 10 euro/mq. “Io non sono affatto contento del modo in cui questa società sta svolgendo il proprio compito”, ha affermato il sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale, pochi giorni prima dell’invio di una diffida. E questo atto sembra aver messo la parola “fine” ai rapporti tra l’amministrazione comunale e la “San Marco”.

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